La sacroileite; cos’è e come capirla

La sacroileite è un disturbo di tipo di infiammatorio localizzato nella bassa schiena e sacro e che interessa l’articolazione sacro-iliaca.

In questo breve articolo cercherò di illustrare con una panoramica generale cos’è, come si presenta, quali sono i sintomi e cosa fare in autonomia e no per risolvere la sacroileite.

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La Pubalgia; un fastidioso disturbo che colpisce molti sportivi.

Moltissimi sportivi, durante la propria attività sportiva agonistica o amatoriale, incorrono in questo disturbo molto spesso sottovalutato nella fase iniziale, perchè, nella prima fase, la comparsa dei primi sintomi, permette di continuare a svolgere la propria attività, spesso per consigli errati o trascuratezza della situazione l’atleta insiste nell’attività provocando spesso una situazione infiammatoria grave. Nella maggior parte dei casi, la pubalgia rientra tra le “patologie da sovraccarico”, la cui origine si fa risalire a una serie di microtraumi ripetuti nel tempo che possono creare danni a livello dei punti di inserzione sull’osso pubico di diversi muscoli, tra cui addominali e adduttori. In pratica, si tratta di un dolore muscolo-tendineo (mioentesite) che riguarda diversi gradi di lesione dei muscoli della zona frontale e bassa dell’addome e della sinfisi pubica (articolazione fra le due ossa pubiche)».

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L’attività sportiva over 50, come comportarsi per evitare errori.

Esistono, normalmente, due tipologie di persone Over50, una specie, che dopo aver sistemato i figli e sistemato il lavoro si fa domande e cerca risposte per migliorare la propria vita ed aumentare le proprie esperienze per migliorare la propria vitalità per organizzare una buona vecchiaia, una seconda specie va in letargo mentale pensando che invecchiare voglia dire meno preoccupazioni e potersi rilassare. Io mi rivolgo ai primi e spero che i secondi prendano spunti per la propria salute

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Respirazione diaframmatica, utilità e benessere

Per l’essere umano l’aria (comburente) e il cibo, acqua compresa (combustibile), sono gli unici due elementi che l’uomo introduce per garantire lo svolgimento delle funzioni vitali dell’organismo.Pensiamo che il cervello umano dell’adulto consuma circa il 25% di ossigeno del fabbisogno totale e addirittura, arriva anche al 50% nel bambino. Il respiro, respirare adeguatamente, trova un importanza profonda e radici nelle culture orientali che sulle tecniche di respirazione hanno elaborato una vera e propria filosofia di benessere fisico e psichico.
Tipico aspetto dell’ansia, atteggiamento molto diffuso nel dinamismo esasperato della moderna società, è il ritmo respiratorio accelerato, orale e superficiale, chiamata respirazione alta o clavicolare, per via che l’ansia alza le spalle e la gabbia toracica e accorcia il respiro, perchè più alto è nella gabbia toracica più ha un’alta frequenza e respiro corto caratteristico degli stati ansiosi.
Le tecniche rivolte ad abbassare il livello ansioso tendono a decelerare e rendere più profondi gli atti respiratori.

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Esercizi per la spalla – pre – post operatorio/fase degenerativa post traumatica

Ultimamente ho molte richieste di esercizi per la spalla, oppure riabilitazioni per dolori degenerativi, post traumatiche o post operatorie, questo è dovuto dal fatto che la spalla è una delle articolazioni più trascurate del nostro corpo.

Un’articolazione così complessa e delicata a cui non diamo la giusta importanza e valore durante la nostra vita.

Negli anni ho capito che oltre ad essere una articolazione trascurata, finchè non fa male, quasi la diamo per scontata come una cosa che non farà mai male, è anche un articolazione sottoposta quotidianamente a sforzi e sovraccarichi importanti di lavoro senza che le persone abbiano la minima idea di come si deve muovere e come la dobbiamo usare e su come, fase importantissima dopo i 35 anni, salvaguardarla.

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Circuit Training casalingo “gambe”

Con la sosta forzata ed il periodo di allontanamento forzato dall’attività all’aperto che si sta protraendo ancora da giorni e si dilungherà ancora per qualche tempo ho pensato di mettere a disposizione una serie di esercizi, abbastanza, facili, per mantenere in forma le nostre gambe.

Sono esercizi che formano due circuiti che ci impegnano entrambi una mezzora, poco più, seguiranno anche quello per il tronco/core/addome e quello per le spalle.

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Le catene Muscolari i freni che limitano la prestazione

Possiamo affermare che una postura corretta, ed un corretto allineamento del corpo favoriranno il suo funzionamento ottimale”

Preoccupandosi di togliere i freni prima ancora di cercare di ottenere i movimenti”

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L’argomento che sto accingendomi a illustrare è vasto e complesso, parlare di catene muscolari, o fasciali o cinetiche a secondo di ciò che vogliamo fare è un argomentazione vasta, ma poco rispettata e “allenata” dagli sportivi.

Già avere a che fare con tre importanti gruppi che si rincorrono, supportano, compensano, limitano, aiutano e lavorano in sinergia per le attività motorie dell’organismo umano è un capitolo ampio e vasto da affrontare in un video di 4 minuti, quello che vorrei fare oggi è incuriosire chi mi guarda e magari avendolo incuriosito spingerlo a consultarsi, con degli esperti della sua zona di residenza, per poter avere quel miglioramento di postura, atteggiamento, prevenzione e capacità atletiche.

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MM – Training for Beginner: “Ricominciamooo!”

Il Circuito che sono a spiegarvi è dedicato ai principianti, a chi vuole rimettersi in “moto”, in gioco, cioè cominciare o riconciare a fare qualcosa per il proprio benessere.

Ora in giro di tabelle ce ne sono infinite, ma spesso il livello richiesto per le tabelle pubblicate in rete prevedono già un certo stato di forma e di capacità di esecuzione degli esercizi, ma ci sono pochi che provano a dare suggerimenti ai neofiti, ai principianti, a chi decide di provare, di trovare 20′ per muoversi in casa.

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MM-CardioWatt Extreme

Con il circuito di oggi passiamo a un lavoro cardio “estremo” con, per chi vuole osare, anche una parte di lavoro di forza.

sempre rigorosamente a corpo libero e cercando di mantenere il massimo controllo degli esercizi, o almeno del proprio copro durante gli esercizi, mantenendo la stabilità, l’ampiezza, la respirazione e l’esecuzione.

il numero delle ripetute è soggettivo e deve sempre partire da un numero gestibile, per le vostre capacità iniziali, per poi essere incrementato di volta in volta riprenderete fuori questo circuito di lavoro CardioWatt Extreme!

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10 cose da non fare nel dolore tendineo dell’arto inferiore

1. Riposo completo

Il riposo riduce la capacità del tendine di adattarsi al carico. Ma il dolore non deve essere ignorato (punto 4). E’ necessario ridurre i carichi al livello tollerabile dal tendine e incrementare successivamente con gradualità la tolleranza del tendine al carico.

2. Effettuare trattamenti passivi

I trattamenti che non hanno l’obiettivo di aumentare la capacità di carico del tendine non sono efficaci nel lungo termine, sebbene siano utili in alcuni casi per ridurre temporaneamente il dolore.

3. Effettuare infiltrazioni

Le infiltrazioni nel tendine non sono efficaci. Non dovrebbero essere effettuate prima che il tendine abbia risposto a un buon programma di esercizi.

4. Ignorare il dolore

Il dolore avvisa che il carico è eccessivo. E’ necessario ridurre le componenti dell’allenamento che sovraccaricano il tendine (punto 10). Continua a leggere

“ LA MEDICINA MANUALE “ Che cos’è , quando si applica , le indicazioni e controindicazioni

Le Manipolazioni Vertebrali, intese non come semplici mobilizzazioni, ma come impulsi ben definiti tesi a mobilizzare un preciso segmento vertebrale, sono state utilizzate già dai tempi antichi da Egizi, Greci e Romani, anche se in quelle epoche, come è ben comprensibile, erano manovre empiriche non guidate da ragionamenti clinici definiti.
Sono state riprese e lasciate nei secoli, sino al loro riutilizzo da parte di alcuni medici ed in particolare con L’Osteopatia di Still e con la Chiropraxi di Palmer, entrambi negli Stati Uniti. In Europa furono riprese da Mennel e poi da Cyriax, che ne tentarono una codifica, senza peraltro riuscirci.
Il primo che ci riuscì fu il Dr. R. Maigne, ortopedico francese negli anni 40. Egli fuse le conoscenze empiriche dell’Osteopatia e della Chiropraxi con la Medicina ortopedica, limitando l’utilizzo delle manipolazioni vertebrali alle affezioni dolorose della colonna vertebrale e mettendo a punto una tecnica detta del “non dolore e del movimento contrario”, che permette di agire sempre in massima sicurezza ed ottenere risultati, (se usata nelle giuste indicazioni ed escludendo le eventuali controindicazioni), in pochissime sedute : questa ha preso il nome di Medicina Manuale.
La codifica parte dal concetto di D.I.M. o D.D.I.M. ( Disturbo Intervertebrale Minore o Disturbo Doloroso Intervertebrale Minore ). Questo si contrappone al concetto della “Disfunzione Osteopatica”, che tratta anche modificazioni dei segmenti vertebrali non dolorose e della “Sub-lussazione Chiropratica”, difficilmente dimostrabile. Personalmente amo integrare la tecnica del non dolore e del movimento contrario con il concetto del Reclutamento Vertebrale, in modo da cercare di essere ancora più mirati sul segmento da trattare.
La Medicina Manuale è una scienza medica ormai consolidata e codificata a livello internazionale e di estrema efficacia. Fino a pochi anni fa riservata solo ai medici da un qualche tempo è aperta anche ai Fisioterapisti in quanto operatori sanitari autonomi.
C’è da sottolineare che le Manipolazioni Vertebrali sono un atto NON PRESCRIVIBILE!
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