Archivi categoria: Postura

Cervilcalgia….il classico dolore al collo, consigli e rimedi

I problemi al collo, comunemente chiamate cervicalgie, (il classico dolore nel tratto cervicale della colonna che si trova tra l’articolazione occipitale C1 che mette in articolazione l’atlante e l’epistrofeo e l’la prima vertebra toracica T1/D1 sotto l’evidente processo spinoso posizionato appena sopra i due angoli mediali delle scapole tra le spalle alla base del collo, questo tratto è chiamato anche lordosi cervicale), questi dolori sono molto comuni in medicina generale ed in fisioterapia. Sfatiamo subito il mito della cervicale come nome di una patologia, la cervicale è un tratto della colonna formato da 7 vertebre da C1 a C7, non è il nome di una patologia. 

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Fasciste Plantare: come difendersi se insorge, alcuni consigli

La fascite plantare, rappresenta quasi il 10% di tutte le patologie che provocano dolore al piede e più in particolare nella zona del tallone, è un’infiammazione della fascia plantare, detta anche aponeurosi plantare, ovvero il cordone fibroso che decorre in avanti dalla zona mediale del calcagno fino alla radice delle dita del piede, . La fascia plantare, composta da tre parti – esterna, interna e media –, ha un ruolo essenziale nella trasmissione delle forze del tricipite surale alle dita e la sua visco-elasticità permette di restituire per dimensione elastica una grande quantità di energia ad ogni passo, falcata o ad ogni salto, agisce con l’effetto molla, si distende e si accorcia ad ogni passo del piede restituendo energia da questa sua contrazione e rilassamento continuo. Si può manifestare a livello del calcagno, e viene in questo caso denominata fascite plantare prossimale, oppure a livello del mediopiede, in questo secondo caso viene denominata fascite plantare distale.

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La Tecnica corretta di corsa….

La domanda sembra banale o superflua al primo sguardo. Non si deve imparare a correre, vero?

La corsa è l’archetipo del movimento umano e tutti la conosciamo.

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Pilates, cos’è, pro e contro??

Che cosa è il Metodo Pilates, o semplicemente Pilates, è un sistema di allenamento posturale che mira a rafforzare il corpo, a modellarlo, a correggere la postura e a migliorare la fluidità e la precisione dei movimenti.

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L’importanza della Core Stabily…

La core stability si riferisce un’allenamento alla regione corporea delimitata dalla parete addominale, il bacino, la zona lombare e il diaframma, midollo muscolo estensore e la sua capacità di stabilizzare il corpo durante il movimento. I principali muscoli coinvolti includono il trasverso, gli obliqui interni ed esterni, il quadrato dei lombi e il diaframma, errector spinae e lombare multifido.

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La Locusta: posizione per il mal di schiena

INTERESSANTE E SEMPLICE ESERCIZIO:
Posizione della locusta: un semplice esercizio per migliorare la tua postura e alleviare il tuo mal di schiena.
In un’epoca in cui sedersi per guardare gli schermi (che sia televisione o computer) occupa la maggior parte della nostra vita, non c’è da meravigliarsi che la nostra postura stia peggiorando e con essa anche i relativi dolori alla schiena.
Questa posizione, detta Posizione della Locusta, è meglio conosciuta con il nome Salabhasana da coloro che praticano yoga.
A cosa serve?

Quali sono i benefici di questa posizione?
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Rinforza le strutture muscolari della catena cinetica posteriore, allungando quella anteriore. Apre le spalle e migliora la capacità polmonare. Vengono stimolati gli organi dell’addome, le surrenali e le ovaie. Ha un’azione di depurazione ed equilibrio delle funzioni dell’apparato urogenitale, rinforza glutei e schiena, incrementa la resistenza fisica, psichica e la forza di volontà.
Qui ci sono 3 grandi motivi per cui tutti noi dovremmo preoccuparci della nostra postura, e non solo perché ci viene detto dai dottori o dai terapisti!
Con una postura errata sei più a rischio per mal di schiena, lombalgie, senso di oppressione al petto e cattiva circolazione del sangue.
Correggere la tua postura può notevolmente diminuire il tuo mal di schiena, dolore alle spalle e al collo.
Gli studi hanno dimostrato che una buona postura riduce gli ormoni dello stress, migliora la digestione, la respirazione, la chiarezza mentale e l’immagine complessiva.
Fortunatamente ci sono molti esercizi semplici ed efficaci con i quali possiamo cominciare a correggere e migliorare la nostra postura. Un suggerimento davvero utile è quello di esercitare i muscoli che vengono utilizzati quando si è in piedi in una posizione naturale confortevole. Questo è un esercizio con il quale potrai rafforzare i tuoi muscoli.
Ricordati di essere sempre dolce nei movimenti e fare solo ciò che ti fa sentire a tuo agio secondo le tue personali capacità. Se questa posizione è troppo faticosa all’inizio, prova una versione modificata.
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Fase 1: Sdraiati a pancia in giù con il viso rivolto verso il basso e la fronte appoggiata al pavimento.
Fase 2: Stendi le gambe dritte dietro di te e posizionale ad una distanza tra loro equivalente alla larghezza delle spalle. Distribuisci uniformemente il peso su entrambi i piedi.
Fase 3: Solleva delicatamente la parte anteriore del corpo con la testa rivolta verso l’alto. Esegui questa operazione lentamente e solleva la parte anteriore in alto fino a raggiungere una posizione confortevole, senza provare dolore.
Fase 4: Inspira e alza la testa rivolgendo lo sguardo verso il soffitto. Mentre espiri, sollevare il petto e le braccia. Tieni le braccia lungo il corpo con i palmi rivolti verso il basso. Solleva la spina dorsale superiore e porta le braccia indietro verso i piedi.
Fase 5: Utilizza i muscoli delle cosce per sollevare le gambe verso il soffitto. Il peso dovrebbe poggiare sulle costole inferiori, sul ventre e sul bacino.
Mantieni questa posizione da 10 secondi fino ad un minuto, a seconda della capacità. Ripeti 5-10 volte. Inizia questo esercizio a piccole dosi, aumentando piano piano il tempo e le ripetizioni, il tutto sempre secondo i tuoi tempi e il tuo comfort.
Questo esercizio rafforzerà i tuoi muscoli della schiena, il cuore e le gambe, e contribuirà a migliorare notevolmente la tua postura.

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La Pubalgia…

PUBALGIA: “dolore nella zona pubica adduttoria”, sindrome dolorosa poco caratterizzata clinicamente, dovuta a infiammazione dei muscoli adduttori della coscia in corrispondenza della loro inserzione alla sinfisi pubblica. E’ frequente nei calciatori, la pubalgia vera può essere determinata anche da allenamenti inapropriati, o carenti in qualcosa ( esempio: stretching ), o eccessivi ( esempio : sovraccarichi di lavoro ). A volte tale fastidio può comparire nella prima fase del riscaldamento, poi man mano che la muscolatura è ben riscaldata e pronta per svolgere l’allenamento, il dolore si attenua, ma nella maggior parte dei casi persiste e non permette di proseguire con l’allenamento. Leggi il resto di questa voce

Postura e Corsa

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La POSTURA è una conseguenza che subisce il nostro corpo all’adattamento personalizzato nell’ambiente fisico, psichico ed emozionale; è la capacità del nostro corpo di assumere e cambiare posizione nell’ambiente di vita; è la posizione che il corpo assume per controbilanciare la forza di gravità in una situazione di riposo o in movimento; è il linguaggio non verbale del soggetto. La scienza che studia la postura umana si chiama POSTUROLOGIA questa, abbraccia numerose branche della medicina e della tecnica motoria.
Quando si inizia un’attività sportiva è abbastanza comune pensare che solo dedicandosi agli allenamenti o agli elementi tecnici che la riguardano sia sufficiente per ottenere i risultati desiderati ma questo non è del tutto vero. Per il miglioramento della postura in tutti gli sport è fondamentale dedicare tempo anche ad esercizi per esempio nella corsa in esercizi di postura in statica ed in dinamica

Per migliorare la postura, cosa abbastanza complessa da adulti per via di schemi motori già molto consolidati nello status del soggetto, bisogna considerare molti fattori ed anche sistemi biologici, che vanno dal sistema vestibolare e uditivo, visivo ed oculomotorio, podalico insieme a tutta la propriocezione del corpo, i quali, se sollecitati in modo diverso dal loro normale funzionamento acquisito, possono creare e recare disturbi più o meno manifesti che tramite gli esercizi di postura possono essere messi in evidenza e quindi passibili di adeguato trattamento.

Quindi la Postura è un sistema che viene condizionato da diversi fattori e sistemi, da una non buona occlusione dentaria, da un problema di vista (miopia) con conseguente utilizzo di occhiali per correggere la vista può creare disagi alla postura. Questi fattori esterni costringono il nostro corpo a lavorare con assetti, diciamo, alterati nella vita quotidiana e rimandando il tutto nell’attività sportiva praticata con conseguenze più o meno gravi su articolazioni, tendini, muscoli, condizionando a vari livelli anche la performance dell’atleta stesso. Quindi tutti gli sport che utilizzano la corsa per spostamenti, la quale crea notevoli sollecitazioni all’apparato locomotore, si capisce chediventa di fondamentale importanza un controllo della postura e una correzione nel caso ce ne fosse bisogno. SI capisce subito che una corretta postura può “garantire”, passatemi il termine, all’atleta un’aumento di performance, ma cosa di non poco conto una notevole prevenzione agli infortuni, perchè uno schema fisiologico sbilanciato oltre che a essere dispendioso non è assolutamente confortevole.

Nella corsa, le sollecitazioni di maggior interesse vanno a collocarsi soprattutto nelle strutture dei piedi, sia in fase di carico che di spinta. Un’appoggio scorretto provoca non solo problematiche al piede ma si distribuisce su tutta la catena muscolo scheletrica del corpo, quindi arriva al ginocchio, che compensa, passa sulla colonna vertebrale, che compensa a sua volta, fino alle spalle ed alla zona del tratto cervicale che per avere un sano equilibrio statico e/o dinamico compensa a sua volta…causando se ci corre con una postura scorretta, nel lungo o medio periodo, anche problematiche di cefalee, sciatalgie, mal di schiena, dolori alle gambe….ecc. Per i neofiti o chi alla corsa ci si è appena dedicato consiglio di valutare per prima cosa la propria postura sia in modo statico che in modo dinamico per evitare di incorrere poi in infortuni e rimanere fermi per periodi più o meno lunghi, inoltre trovare chi può sensibilizzare tramite esercizi la capacità di sentire il gesto con esercizi mirati come andature o altro.

Quindi come muoversi per evitare disagi più avanti?

Io consiglio di effettuare per prima cosa un Esame podalico/baropodometrico, così da capire subito come appoggio il piede e che tipo di scrpa è per me la più appropriata, neutr, anti pronatrice, protettiva, ecc. Il secondo passo è una visita dall’Osteopata per determinare eventuali scompensi muscolo scheletrici da correggere. Terzo passo programmazione di esercizi o attività posturali e quarto passo che chiude il ciclo vitale affidarsi periodicamente alle mani di un terapista manuale fisioterapista o massofosioterapista che si per eventuali massaggi decontratturanti.

Ricapitolando: per chi si avvicina alla corsa è meglio che si rechi in uno studio ortopedico magari specializzato per i runners ed effettuare tutti gli esami posturali idonei per valutare l’appoggio e la postura, quindi ottenuti questi risultati recarsi da un’osteopata e verificare con lui i risultati e capire se è necessario un’eventuale plantare per correggere disformismi o se è sufficiente iniziare un programma di riequilibrio posturale con esercizi posturali e di tonificazione, come Pilates, Well Back, Pilates Fisios, FMS, Yoga etc.
Le problematiche che si possono presentare durante un esame posturale sono diverse:

1 – Appoggio del piede in supinazione (appoggio esterno);
2 -Appoggio del piede in pronazione (appoggio interno);
3 – Piede piatto (mancanza dell’arco plantare);
4 – Piede cavo (eccessivo stiramento arco plantare);
5 – Scogliosi unilaterale con una spalla più alta dell’altra;
6 – Bacino asimmetrico con conseguente appoggio non corretto;

Come si nota dalle informazioni appena descritte le problematiche posturali sono molteplici e diverse. Queste devono essere valutate singolarmente e molto attentamente ed ovviamente prendere le precauzioni del caso per evitare, correndoci sopra, di creare ulteriori problemi fisici con conseguenze che vanno dal problema muscolare all’infortunio . Un’esempio sempre molto usato è il podista con un appoggio esterno del piede (supinazione) significa caricare in maniera vistosa su tutta la muscolatura esterna con conseguente infiammazione dei tendini, del tibiale anteriore, del collaterale esterno al ginocchio, della muscolatura fascia lata, bandelletta e via così.
Ovviamente ci sono casi e casi.

COME INTERVENIRE?
Come è stato dimostrato è fondamentale l’allenamento aerobico, cardiovascolare ma per perfezionare il gesto, ottimizzare le capacità muscolari è sempre bene integrare con un programma che riguarda la postura ed il potenziamento muscolare mirato e personalizzato :

Programma di potenziamento personalizzato con metodo FMS® e mirato al nostro problema/deficit posturale, inserire degli esercizi di potenziamento muscolare per migliorare alcuni distretti muscolari del nostro corpo significa dare l’opportunità al corpo di correre meglio e in equilibrio senza disagi e carichi eccessivi su uno o l’altro distretto.

Eseguire Stretching specifico: utilizzando tutte le tecniche possibili (Pnf, Bob Anderson, Stretching globale decompensato, tecniche di Massaggio Energetico-MET), nello sport e quindi anche nella corsa lo stretching assume un’importanza basilare in quanto è proprio grazie a questo particolare sistema di allungamento che il soggetto raggiungerà la massima flessibilità muscolare individuale e riuscirà ad esprimersi al meglio. Un muscolo allungato bene riesce a sprigionare più energia durante la falcata allungandosi e contraendosi regolarmente.

Abbinare esercizi di respirazione, in ogni problema posturale si verifica un “blocco ” o iperattività di determinati distretti, per fare in modo di “sbloccare” questa situazione di disagio percepita dal nostro corpo è fondamentale inserire insieme agli esercizi di stretching, di mobilità articolare, e di potenziamento una corretta respirazione profonda e diaframmatica per incamerare più ossigeno e per eliminare le tensioni presenti;

Utilizzare le tecniche di Feldenkreis®: è un Metodo per l’apprendimento e l’auto-educazione attraverso il movimento. Non è una ginnastica, né una forma di terapia o di riabilitazione, e neppure un sistema psicologico o filosofico. E’ un metodo innovativo di lavoro su di sé, che utilizza il movimento, il tocco e la conoscenza degli schemi motori. Il suo scopo è quello di fornire strumenti di auto miglioramento, per aumentare la qualità della propria vita. Non è altro che una presa di coscienza del proprio corpo e questo lo si può fare anche correndo controllando gli assetti corporei, verificando la posizione delle braccia, del capo, l’appoggio del piede sul terreno, etc.

Propriocettività:, senza entrare troppo nello specifico, possiamo affermare che la propriocettività è la capacità di elaborare le informazioni e creare dei movimenti propri dell’organismo. Tale capacità è fondamentale per un corretto funzionamento dell’apparato locomotorio. Per il podista è fondamentale avere un’ottima propriocettività. Troppi infortuni sono ottimisticamente trattati con l’uso di plantari o parlando genericamente di postura scorretta, di dismetrie ecc. In realtà nella stragrande maggioranza dei soggetti esistono alterazioni anatomiche che dovrebbero teoricamente produrre problemi. Praticamente tali squilibri vengono proprio compensati da una corretta propriocettività, grazie alla quale l’organismo adatta il movimento alla sua struttura. La prima cosa da fare è cercare di migliorare la propriocettività con tavolette propriocettive o altri strumenti riabilitativi, oppure anche semplicemente camminando/correndo su terreni che richiedono un certo controllo propriocettori (sabbia, sterrato, manto erboso). I propriocettori sono terminazioni nervose che inviano informazioni al sistema nervoso; gli stimoli sono avvertiti da particolari recettori posti nei muscoli, nei tendini e nelle capsule articolari. Queste terminazioni generano impulsi nervosi che sono trasmessi al midollo spinale e da qui possono rimanere nel midollo spinale stesso, per la determinazione dei riflessi spinali, oppure raggiungere altre zone del midollo spinale o del cervello, per la determinazione di funzioni specifiche. Le conseguenze pratiche nella corsa sono diverse , infortunio, uso di scarpe non adatte, uso spropositato di plantari. Tutto ciò non fa si che accentuare una cattiva azione propriocettiva dei piedi, con la conseguenza che durante la corsa non si riesce a “sentire” il terreno perché i piedi non spingono abbastanza. Il risultato è una perdita dell’efficienza meccanica di corsa e quindi con peggioramento della prestazione atletica.

Pylates, Yoga, Tai-chi: la pratica e l’inserimento di queste attività “orientali” nelle classiche preparazioni per la corsa non fanno altro che apportare dei benefici dal punto di vista della postura, percezione del proprio corpo, controllo del respiro e quindi dei diversi segmenti corporei durante la deambulazione e quindi durante la corsa. Oramai tutte le palestre presentano uno di questi corsi , quindi è possibile praticarli tranquillamente almeno due volte a settimana. Vi posso assicurare che sarà del tempo speso bene sia per la vostra salute in generale e sia per la pratica della corsa. Riepilogando, possiamo affermare che per i principianti e non solo , che si vogliamo avvicinare al mondo della corsa in maniera permanente è necessario effettuare prima un check -up posturale e poi intervenire inserendo nella preparazione tutte le attività complementari e utili per riequilibrare il proprio corpo, per mantenere un buon assetto durante la corsa, per evitare infortuni e momenti di stop forzato, per migliorare le proprie performance. Quindi il consiglio è non solo corsa, ma anche postura, potenziamento, elasticità e mobilità articolare.

Fonti:
– Riprogrammazione Posturale – di Carlo Guidi Fabbri – ed. Calzetti Mariucci 2010;
– La riprogrammazione Posturale Globale – Dott. Bernard Bricot – ed. Statipro 1999;
– P.N.F. Proprioceptive neuromuscolar facilitatio Tecniche di stretching facilitiato – Robert E,Mc Atee – ed Calzetti Mriucci 1996;
– Appunti di Correre (Running Zen).

Perchè i runners non sono soggetti ad artrite al ginocchio

I runners non risentono di artrite al ginocchio? Questo articolo del New York Times mette in evidenza come due studi condotti negli USA fra 75.000 partecipanti a maratone non ci sia una maggiore incidenza di problemi di artrite al ginocchio, mentre un altro studio, fatto sul campo paragonando i dati biometrici di chi cammina e chi corre, non evidenzia particolari differenze fra le due attività in quanto il maggior peso che viene scaricato a terra durante la corsa viene compensato dalla minor durata dell’appoggio e dal minor numero di passi per unità di misura.

Esercizi propedeutici all’attività atletica – I. Riscaldamento

Una serie di esercizi propedeutici all’attività sportiva. Sono tutti molto semplici da eseguire, non richiedono attrezzature specifiche ne’ abbigliamento ne’ un luogo speciale. Si possono fare al chiuso o all’aperto.
Perchè farli?
Per migliorare la mobilità articolare, per il potenziamento muscolare e per raggiungere una migliore elasticità generale. Infatti capita spesso che, per motivi di tempo, si dia maggiore enfasi all’allenamento specifico (corsa, bici, ecc.) senza che a queste attività segua un programma generale di ginnastica corporea. Questa semplice routine dovrebbe entrare nella pratica settimanale (o meglio, quotidiana) di tutti, anche di chi non pratica uno sport con regolarità ma semplicemente svolge attività leggere di fitness (corsa blanda, camminata veloce, bicicletta, ecc.).

Riscaldamento

1. Saluto al sole
Iniziare con le gambe leggermente allargate (ampiezza delle spalle), ginocchia morbide (non iper-estese), alzare le braccia sopra la testa ed abbassarle fin dove possibile (senza piegare le ginocchia). Ripetere 10 volte.

  

2. Slancio delle gambe
Slanciare le gambe verso l’alto fino a toccare la punta del piede con la mano opposta (fin dove si arriva). Ripetere 10 volte per gamba.

 

3. Piegamenti laterali
Con le gambe ravvicinate, un braccio lungo il fianco e il braccio opposto sollevato e arcuato sopra la testa, curvarsi senza ruotare il tronco. Ripetere 10 volte per lato.

 

4. Rotazione del tronco (verticale)
Con le gambe leggermente divaricate (ampiezza spalle) e le mani sui fianchi, rotare verso destra e verso sinistra. Ripetere 10 volte per lato.

 

5. Rotazione del tronco (totale)
Partendo dalla stessa posizione precedente ruotare il tronco fino a compiere una rotazione completa verso i lati, davanti e dietro. Ripetere 10 volte verso destra e 10 volte verso sinistra.

   

6. Rotazione delle braccia
Partendo dalla posizione precedente, le braccia alzate diritte ad altezza spalle, compiere delle rotazioni sull’asse del braccio (non troppo grandi, circa 10 cm di raggio). Ripetere 10 volte per direzione.

Core Training, tra mito, credenze e dubbi.

Da molti anni il termine Core Training è un termine usuale e diffuso tra allenatori e terapisti, perchè oramai si pensa che questa metodologia di allenamento sia la cosa migliore e possa contribuire a migliorare prestazioni in molti sport e a ridurre l’incidenza degli infortuni. Esiste un nesso tra Core Training e prestazione e soprattutto tra CT e prevenzione degli infortuni? Purtroppo, nonostante la sua notorietà nel mondo sportivo la letteratura scientifica non è in grado di offrire certezze circa il reale contributo di tale mezzo di allenamento. La funzione del “core”, che letteralmente vuol dire nucleo ed è stato usato la prima volta nel 1982 da Bob Gaida e Robert Dominguez, è di stabilizzare il corpo umano. Dal un punto di vista prettamente anatomico-funzionale quando ci si riferisce al Core si parla di una complessa integrazione di sistemi che interagiscono tra loro per assicurare stabilità. Questi sono, anteriormente i muscoli addominali, posteriormente dai glutei i paraspinali, nella parte superiore dal diaframma, nella parte inferiore dal pavimento pelvico le articolazioni dell’anca…anche se molti ricercatori includono nel core tutta l’anatomia tra sterno e ginocchia, con particolare attenzione alla zona addominale, lombare e al bacino. Ve ne sono altri che includono anche la muscolatura della spalla fino alle pelvi, in quanto le muscolature di questi distretti muscolari intervengono per il trasferimento dell’energia del busto alle estremità distali. Quindi si noti quante teorie e idee sono esistenti quanto si parla del concetto Core. il motivo che ha portato il core training alla ribalta è sicuramente la credenza diffusa che ci sia un nesso con il prevenire e curare il dolore lombare, LBP, (low back pain), purtroppo la ricerca scientifica è limitata e contraddittoria e non conduce a risultati definitivi e validi per affermare quanto si pensa. Le ricerche in ambito riabilitativo sul core training e sul LBP utilizzando programmi sull’allenamento della muscolatura addominale, partendo dalla convinzione che avere “addominali forti” voglia direttamente significare un aumento di supporto alla colonna lombare, lo diceva Robinson nel 1992, ma da contraltare Jeng nel 1999 affermava che il mal di schiena può essere diminuito rafforzando i muscoli delle gambe, della schiena e dell’addome, invece nel 2001 McGill e al. sostengono nel sviluppare i muscoli del core sia di fondamentale importanza per la prevenzione e la riabilitazione delle lesioni del tratto lombo-sacrale. Di importanza rilevante, bisogna tener ben presente, che uno dei muscoli maggiormente coinvolti  al LBP e il trasverso dell’addome (TA), questo muscolo addominale è profondo ed è l’unico che fornisce supporto diretto alla colonna vertebrale. E’ dimostrato da studi che questo muscolo aumenti la pressione intra-addominale, aumentando la stiffness; Si ritiene che il trasverso dell’addome svolga un ruolo primario nella stabilizzazione attiva della regione lombo-pelvica, comprime i visceri durante il torchio addominale, impedisce la protrusione della parete addominale, interviene in modo indipendente su ogni gesto articolare. Secondo uno studio di P.W Hodges, il traverso dell’addome e gli altri muscoli addominali sarebbero in grado di attuare delle risposte posturali anticipatorie, è quindi dimostrato che in soggetti affetti da LBP il TA presentano un timing, un ritardo, di attivazione. Una ricerca del 2010 di Lederman, raccoglie molti studi che evidenziano e contestano questo dichiarato ruolo predominante della muscolatura addominale nella prevenzione del “mal di schiena”. Quindi se analizziamo da un’altra prospettiva la parete addominale possiamo dimostrare che è in grado di reggere drammatici eventi come cambiamenti morfologici e fisiologici, come ad esempio durante la gravidanza, dopo il parto o con l’obesità, senza però pregiudicare la stabilità del rachide, inoltre gli infortuni alla muscolatura addominale non sembrano danneggiare la stabilità spinale o contribuire ad un’insorgenza LBP. Non ci sono prove che dicano che una forza muscolare ridotta del tronco possa contribuire ad una sofferenza di LBP su soggetti e gli stessi se affetti da dolore lombare non mostrano nessuna perdita di forza o atrofia dei muscoli del core, Lederman (2010) afferma che non ci sono prove sul ruolo anticipatorio del TA  affermando inoltre che non ci sono prove sulla sua attivazione ritardata in caso di LBP e che con la riorganizzazione motoria posturale del tronco sia da attribuire all’esperienza e alla paura del dolore lombare. Ed afferma che gli esercizi di core stability normalmente utilizzati non sarebbero in grado di resettare il timing di attivazione dei muscoli dell’addome e che la maggior parte delle esercitazioni non portano nessun vantaggio in termine di forza e resistenza dei muscoli core, questo dato è evidenziato dal fatto che se mettiamo a confronto esercizi core con normali esercizi di attivazione generale entrambi gli approcci si sono dimostrati ugualmente efficienti nella cura/riabilitazione del LBP (Lederman 2010). Questo indica che i miglioramenti sono dovuti agli effetti positivi dell’esercizio fisico in generale che sul paziente possono avere, piuttosto che un miglioramento della stabilità spinale(Ledermann 2010). La difficoltà di trovare una valutazione concordante può essere data dallo studio dell’eziologia del LBP, che generalmente può dipendere da molti fattori, cause meccaniche-spinali, non-meccaniche spinali o non-spinali muscolari/viscerali, in alcuni casi, non è nemmeno possibile riconoscere una causa precisa, (Osterning et al. 2007). Spesso le persone usano la schiena in modo inappropriato durante le attività quotidiane come il piegarsi, sollevare persi o durante le attività sportive ripetitive esercitando carichi eccessivi sulla colonna vertebrale. Modelli continui e anomali di utilizzo dei muscoli del tronco potrebbero causare  un potenziale danno al rachide, quindi risulta complicato pensare che somministrare efficacemente un trattamento, come il core stability o training senza formulare in precedenza una diagnosi sulle cause che generano il LBP. In conclusione, nonostante la mancanza di solidi riscontri scientifici sull’efficacia del core training, viene comunque ampiamente usato nella pratica sportiva e riabilitativa, lasciando però ancora aperto il dibattito sull’utilità di questo tipo di metodica.

Bibliografia:
1.Lederman E. “The myth of core stability” J.Bodyw Mov. Ther. 14. 2010 84-98:
2.Osterning L. R. Ferber R. Mercer J. Davis H. “Human hip and knee torque accomodations to anterior cruciate ligament dysfunction”, Eur J. Appl.Physiol., 83, 2000, 71-73;
3. Jeng S. “Lumbar spine stabilisation exercise” J Sport Med. Sports Sci., 8, 1999, 59-64;
4. Hodges P. W., RIchardson C. A. “Inefficient muscolar stabilization of the lumbar spine associated with low bach pain”. a motor control evalutation of trasversus addominis, Spine, 21, 1996 22, 2640-2650;

Comincia a fare qualcosa!

Da oggi inizia un lavoro a cui sto pensando da tempo, migliorare il mio sito, che in questi anni ha avuto un discreto successo e trasformare, in meglio spero, il mio account fb per dare un pò di info e chiarimenti su sport, prevenzione agli infortuni e riabilitazione.
In contemporanea parte la collaborazione con Paolo Negrini per le programmazioni sportive, (ciclismo, triathlon, nuoto, podismo, atletica leggera, rugby, sci e altro ancora)  con test, allenamenti e psicologia motivazionale sportiva con un equipe di coach.
Dopo aver cercato collaborazioni con molti enti, riscuotendo solo sale d’attesa perchè troppo presi da altre cose ma essendo sicuro delle mie idee, ho deciso che era ora che Maometto andasse alla montagna e iniziasse una nuova sfida senza intermediari così da far iniziare questo nuovo Progetto che spero piaccia, sia all’altezza e possa essere utile a tutti i curiosi dello sport e del benessere psico-fisico.
Come sanno quelli che mi conoscono….giù dal divano e comincia a fare qualcosa!