Le catene Muscolari i freni che limitano la prestazione

Possiamo affermare che una postura corretta, ed un corretto allineamento del corpo favoriranno il suo funzionamento ottimale”

Preoccupandosi di togliere i freni prima ancora di cercare di ottenere i movimenti”

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L’argomento che sto accingendomi a illustrare è vasto e complesso, parlare di catene muscolari, o fasciali o cinetiche a secondo di ciò che vogliamo fare è un argomentazione vasta, ma poco rispettata e “allenata” dagli sportivi.

Già avere a che fare con tre importanti gruppi che si rincorrono, supportano, compensano, limitano, aiutano e lavorano in sinergia per le attività motorie dell’organismo umano è un capitolo ampio e vasto da affrontare in un video di 4 minuti, quello che vorrei fare oggi è incuriosire chi mi guarda e magari avendolo incuriosito spingerlo a consultarsi, con degli esperti della sua zona di residenza, per poter avere quel miglioramento di postura, atteggiamento, prevenzione e capacità atletiche.

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Prestazione vs Infortunio, che dilemma….

Prestazione ed infortunio:

La gestione di una prestazione è sempre oggetto di numerose analisi e trattazioni in tantissimi testi e opere di altissimo livello, ma poche volte ci si concentra sulla questione cruciale, soprattutto nell’alto livello, inossidabile ma modificabile della prestazione ed infortunio.

In tanti, come già detto prima, hanno studiato, scritto, trattato, sperimentato per migliorare la prestazione dell’atleta nello sport, per trovare le migliori condizioni allenanti, i migliori esercizi, le migliori strategie ed allenamenti per avere la migliore prestazione ma quasi mai, se inserite infortunio e prestazione nei motori di ricerca non esce quasi nulla o solo cose generiche, dico in pochi analizzano la questione molto importante e di fondamentale importanza come l’infortunio sportivo, fatemi dire sinceramente, il miglior allenamento, la miglior struttura tecnica, la migliore struttura e attrezzi ed organizzazione nulla può fare se interviene sull’atleta l’infortunio. Continua a leggere

Borsite della Zampa d’Oca e Sindrome della Bandelletta Ilio-Tibiale (BIT)

In questa terza puntata sugli infortuni più comuni nei runners si parlerà di due infiammazioni che spesso costringono, come del resto anche le altre situazioni infiammatorie acute, il runner a fermare i propri allenamenti e sopratutto l’attività agonistica.

In questo articolo si parlerà e approfondiamo meglio la Borsite della Zampa d’Oca e la Sindrome ileo Tibiale o comunemente chiamata “Sindrome della Bandelletta Ileo-Tibiale (BIT)”

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La distorsione tibio-tarsica, croce del Runner…

Il secondo articolo che sono a scrivere, di questa serie di articoli dove tratterò le patologie classiche del runner, è da distorsione tibio tarsica con distrazione legamentosa.

Le distorsioni classiche sono le eversioni, ma anche le inversioni non dobbiamo trascurarle.

Le Inversioni sono quando il piede, per cause estreme; una buca, un bordo dell’asfalto, un cambio di direzione, ecc scivola bruscamente all’interno andando a perdere il suo stato fisiologico di flessione interna sulla tibia ed oltrepassando questo con notevole elongazione della parte legamentosa e capsulare con danno di diverso grado della medesima parte funzionale e fisiologica. Stessa cosa accade nella eversione quando il piede sempre per trauma diretto o indiretto supera la normale flessione esterna fisiologica del piede sulla tibia.

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Periostite e running

Con questo articolo sulla Periostite, inizia un ciclo di articoli dove approfondirò le sindromi dolorose e le cause di infortuni provocati dalla corsa o dal correre come attività ludica motoria.

La Periostite è “Sofferenza della tibia” è l’espressione gergale che corrisponde al termine medico di Sindrome Tibiale da Stress (MTSS) (Czyezewski, 2012).

La sofferenza della tibia è fra i praticanti della corsa è il timore, paura dei tanti praticanti la corsa e colpisce sopratutto i runners neofiti che sono agli inizi dei propri allenamenti per gare di media e lunga distanza, è una patologia molto frequente soprattutto nel primo anno di attività.

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Running e infortunio

Quello della corsa è il “partito di maggioranza” del Paese, un movimento orizzontale che attraversa generazioni e stili di vita, Il 51% degli italiani pratica la corsa almeno una volta alla settimana (fonte Fidal).

Più di un italiano su due corre all’aria aperta almeno una volta al mese e un consistente 17% lo fa 2-3 volte alla settimana, come spiega un sondaggio realizzato per la Fidal dall’Istituto Piepoli: Scarpe, pantaloncino e canotta e si corre…..o almeno si cammina, tutto facile all’apparenza.

L’ apparente semplicità di approccio rispetto ad altre discipline sportive non vuol dire che correre sia facile. Esistono molti fattori, durante il primo anno di attività che condizionano e predispongono agli infortni, per esempio: Continua a leggere

Catene muscolari, importanza e classificazione

Il precursore del concetto di catena cinetica è stato Reuleaux (1875).

Reuleaux aveva parlato di catena cinematica, successivamente Payer coniò il termine di catena cinetica, inteso come insieme di organi e sistemi che danno movimenti volontari e sviluppano energia e prese in considerazione un sistema meccanico di segmenti, dove il movimento di un segmento ha determinati rapporti con ogni altro segmento del sistema. Egli asserì che “una lesione a una componente della catena influenza negativamente l’intera catena” (Payer, Reuleaux).

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Dolori articolari e clima

Clima e dolori articolari e muscolari, ci si chiede da secoli oramai se il cambi climatici e stagionali influiscano con il nostro corpo e aumentino o diminuiscano a secondo dell’aumento o meno dell’umidità, del freddo del caldo ambientale i dolori e fastidi corporei articolari e muscolari.

Se dobbiamo interpellare gli esperti si legge spesso una divisione di opinioni, io in questo post voglio analizzare, con tutti i limiti di questa mia disamine e analisi, le caratteristiche, le cause, le componenti e cosa può verosimilmente accadere.

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LA DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA

 Una caviglia lesa ed instabile rappresenta il presupposto di distorsioni recidivanti, si comprende quindi l’importanza di una buona rieducazione dopo un episodio distorsivo.

In Italia si stimano circa 5000 traumi distorsivi alla caviglia al giorno, questo significa che è uno dei traumi più comuni sia nelle discipline sportive che nelle attività ricreative.

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Spalla: forse non tutti sanno che…

Nei giorni scorsi parlando con un collega ci stupivamo l’aumento esponenziale delle problematiche alla spalla che si vedono da qualche tempo su pazienti di diversa età e sesso, e spesso l’unica soluzione è l’antidolorifico fino alla fine della sopportazione del dolore o nei casi estremi nell’inutilizzo dell’arto stesso.

Ora grazie alla diagnosi a ad un rilievo amnestetico con approccio clinico del medico si è arrivati all’identificazione delle lesioni e delle problematiche infiammatorie che ne permette, dopo la diagnostica, di risolvere in maniera risolutiva la patologia in essere tramite anche ad un percorso clinico o terapeutico adeguato.

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Appunti sul PIEDE (il benessere passa dai piedi)

Durante la sua evoluzione da ominide che viveva su alberi a homo erectus che attraversava savane e migrava per il cibo, a livello degli arti inferiori e soprattutto del piede sono subentrati adattamenti di vario genere legati ad una postura più impegnativa.

L’adattamento alla postura eretta ha impresso nei millenni di evoluzione un notevole cambiamento funzionale, gli arti hanno subito dei cambiamenti sostanziali, la mano come organo sempre più specializzato alla fine della destrezza, ed il piede nella sua funzione prevalentemente motoria e di sostenimento del peso corporeo.

Grazie alla sua plasticità funzionale funzionale ed adattabilità questa articolazione non è esente da essere esposta a patologie, giustificate dal carico da sopportare e che spesso condizionato la funzionalità di tutto il corpo.

Nel rapporto con le varie forme di patologie a cui il piede è suscettibile non dobbiamo dimenticare che il suo contatto con il suolo e rappresentato oggi nel 90% dei casi da una superficie rigida come in natura non era e che le aspettative di vita sono quasi raddoppiate rispetto al millennio passato, queste argomentazioni ci fanno capire come sia utile tutelare il piede esaltando e sfruttando le sue caratteristiche questo per garantire oltre la difesa da eventuali patologie anche a garanzia del buon funzionamento del resto del corpo, anche perchè molto spesso ci si dimentica di pensare agli elementi anatomici che stanno al di sopra del piede, dal ginocchio, all’anca, al bacino, il rachide dove le forze che passano attraverso le estremità sono ripartite, e pensare che ciascun distretto deve lavorare in sinergia con il resto del corpo in un delicato equilibrio funzionale. Continua a leggere

10 cose da non fare nel dolore tendineo dell’arto inferiore

1. Riposo completo

Il riposo riduce la capacità del tendine di adattarsi al carico. Ma il dolore non deve essere ignorato (punto 4). E’ necessario ridurre i carichi al livello tollerabile dal tendine e incrementare successivamente con gradualità la tolleranza del tendine al carico.

2. Effettuare trattamenti passivi

I trattamenti che non hanno l’obiettivo di aumentare la capacità di carico del tendine non sono efficaci nel lungo termine, sebbene siano utili in alcuni casi per ridurre temporaneamente il dolore.

3. Effettuare infiltrazioni

Le infiltrazioni nel tendine non sono efficaci. Non dovrebbero essere effettuate prima che il tendine abbia risposto a un buon programma di esercizi.

4. Ignorare il dolore

Il dolore avvisa che il carico è eccessivo. E’ necessario ridurre le componenti dell’allenamento che sovraccaricano il tendine (punto 10). Continua a leggere