Movimento, Salute e Benessere.

Oramai è risaputo che il Movimento produce notevoli effetti positivi al corpo e all psiche umana.

Il più evidente ed immediato cambiamento che produce il movimento o una attività fisica media è un nuovo stato di forma fisica, perchè contribuisce a migliorare capacità come quella polmonare e circolatoria favorisce ma migliora anche la resistenza, stimola il sistema immunitario, aumenta l’ossigenazione degli organi, contribuisce all’espulsione di tossine, migliora la termoregolazione e la depurazione per poi contribuire alla stabilizzazione della glicemia.

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Spalla: forse non tutti sanno che…

Nei giorni scorsi parlando con un collega ci stupivamo l’aumento esponenziale delle problematiche alla spalla che si vedono da qualche tempo su pazienti di diversa età e sesso, e spesso l’unica soluzione è l’antidolorifico fino alla fine della sopportazione del dolore o nei casi estremi nell’inutilizzo dell’arto stesso.

Ora grazie alla diagnosi a ad un rilievo amnestetico con approccio clinico del medico si è arrivati all’identificazione delle lesioni e delle problematiche infiammatorie che ne permette, dopo la diagnostica, di risolvere in maniera risolutiva la patologia in essere tramite anche ad un percorso clinico o terapeutico adeguato.

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Appunti sul PIEDE (il benessere passa dai piedi)

Durante la sua evoluzione da ominide che viveva su alberi a homo erectus che attraversava savane e migrava per il cibo, a livello degli arti inferiori e soprattutto del piede sono subentrati adattamenti di vario genere legati ad una postura più impegnativa.

L’adattamento alla postura eretta ha impresso nei millenni di evoluzione un notevole cambiamento funzionale, gli arti hanno subito dei cambiamenti sostanziali, la mano come organo sempre più specializzato alla fine della destrezza, ed il piede nella sua funzione prevalentemente motoria e di sostenimento del peso corporeo.

Grazie alla sua plasticità funzionale funzionale ed adattabilità questa articolazione non è esente da essere esposta a patologie, giustificate dal carico da sopportare e che spesso condizionato la funzionalità di tutto il corpo.

Nel rapporto con le varie forme di patologie a cui il piede è suscettibile non dobbiamo dimenticare che il suo contatto con il suolo e rappresentato oggi nel 90% dei casi da una superficie rigida come in natura non era e che le aspettative di vita sono quasi raddoppiate rispetto al millennio passato, queste argomentazioni ci fanno capire come sia utile tutelare il piede esaltando e sfruttando le sue caratteristiche questo per garantire oltre la difesa da eventuali patologie anche a garanzia del buon funzionamento del resto del corpo, anche perchè molto spesso ci si dimentica di pensare agli elementi anatomici che stanno al di sopra del piede, dal ginocchio, all’anca, al bacino, il rachide dove le forze che passano attraverso le estremità sono ripartite, e pensare che ciascun distretto deve lavorare in sinergia con il resto del corpo in un delicato equilibrio funzionale. Continua a leggere

10 cose da non fare nel dolore tendineo dell’arto inferiore

1. Riposo completo

Il riposo riduce la capacità del tendine di adattarsi al carico. Ma il dolore non deve essere ignorato (punto 4). E’ necessario ridurre i carichi al livello tollerabile dal tendine e incrementare successivamente con gradualità la tolleranza del tendine al carico.

2. Effettuare trattamenti passivi

I trattamenti che non hanno l’obiettivo di aumentare la capacità di carico del tendine non sono efficaci nel lungo termine, sebbene siano utili in alcuni casi per ridurre temporaneamente il dolore.

3. Effettuare infiltrazioni

Le infiltrazioni nel tendine non sono efficaci. Non dovrebbero essere effettuate prima che il tendine abbia risposto a un buon programma di esercizi.

4. Ignorare il dolore

Il dolore avvisa che il carico è eccessivo. E’ necessario ridurre le componenti dell’allenamento che sovraccaricano il tendine (punto 10). Continua a leggere

“ LA MEDICINA MANUALE “ Che cos’è , quando si applica , le indicazioni e controindicazioni

Le Manipolazioni Vertebrali, intese non come semplici mobilizzazioni, ma come impulsi ben definiti tesi a mobilizzare un preciso segmento vertebrale, sono state utilizzate già dai tempi antichi da Egizi, Greci e Romani, anche se in quelle epoche, come è ben comprensibile, erano manovre empiriche non guidate da ragionamenti clinici definiti.
Sono state riprese e lasciate nei secoli, sino al loro riutilizzo da parte di alcuni medici ed in particolare con L’Osteopatia di Still e con la Chiropraxi di Palmer, entrambi negli Stati Uniti. In Europa furono riprese da Mennel e poi da Cyriax, che ne tentarono una codifica, senza peraltro riuscirci.
Il primo che ci riuscì fu il Dr. R. Maigne, ortopedico francese negli anni 40. Egli fuse le conoscenze empiriche dell’Osteopatia e della Chiropraxi con la Medicina ortopedica, limitando l’utilizzo delle manipolazioni vertebrali alle affezioni dolorose della colonna vertebrale e mettendo a punto una tecnica detta del “non dolore e del movimento contrario”, che permette di agire sempre in massima sicurezza ed ottenere risultati, (se usata nelle giuste indicazioni ed escludendo le eventuali controindicazioni), in pochissime sedute : questa ha preso il nome di Medicina Manuale.
La codifica parte dal concetto di D.I.M. o D.D.I.M. ( Disturbo Intervertebrale Minore o Disturbo Doloroso Intervertebrale Minore ). Questo si contrappone al concetto della “Disfunzione Osteopatica”, che tratta anche modificazioni dei segmenti vertebrali non dolorose e della “Sub-lussazione Chiropratica”, difficilmente dimostrabile. Personalmente amo integrare la tecnica del non dolore e del movimento contrario con il concetto del Reclutamento Vertebrale, in modo da cercare di essere ancora più mirati sul segmento da trattare.
La Medicina Manuale è una scienza medica ormai consolidata e codificata a livello internazionale e di estrema efficacia. Fino a pochi anni fa riservata solo ai medici da un qualche tempo è aperta anche ai Fisioterapisti in quanto operatori sanitari autonomi.
C’è da sottolineare che le Manipolazioni Vertebrali sono un atto NON PRESCRIVIBILE!
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Cervilcalgia….il classico dolore al collo, consigli e rimedi

I problemi al collo, comunemente chiamate cervicalgie, (il classico dolore nel tratto cervicale della colonna che si trova tra l’articolazione occipitale C1 che mette in articolazione l’atlante e l’epistrofeo e l’la prima vertebra toracica T1/D1 sotto l’evidente processo spinoso posizionato appena sopra i due angoli mediali delle scapole tra le spalle alla base del collo, questo tratto è chiamato anche lordosi cervicale), questi dolori sono molto comuni in medicina generale ed in fisioterapia. Sfatiamo subito il mito della cervicale come nome di una patologia, la cervicale è un tratto della colonna formato da 7 vertebre da C1 a C7, non è il nome di una patologia. 

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Fasciste Plantare: come difendersi se insorge, alcuni consigli

La fascite plantare, rappresenta quasi il 10% di tutte le patologie che provocano dolore al piede e più in particolare nella zona del tallone, è un’infiammazione della fascia plantare, detta anche aponeurosi plantare, ovvero il cordone fibroso che decorre in avanti dalla zona mediale del calcagno fino alla radice delle dita del piede, . La fascia plantare, composta da tre parti – esterna, interna e media –, ha un ruolo essenziale nella trasmissione delle forze del tricipite surale alle dita e la sua visco-elasticità permette di restituire per dimensione elastica una grande quantità di energia ad ogni passo, falcata o ad ogni salto, agisce con l’effetto molla, si distende e si accorcia ad ogni passo del piede restituendo energia da questa sua contrazione e rilassamento continuo. Si può manifestare a livello del calcagno, e viene in questo caso denominata fascite plantare prossimale, oppure a livello del mediopiede, in questo secondo caso viene denominata fascite plantare distale.

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