Prestazione vs Infortunio, che dilemma….

Prestazione ed infortunio:

La gestione di una prestazione è sempre oggetto di numerose analisi e trattazioni in tantissimi testi e opere di altissimo livello, ma poche volte ci si concentra sulla questione cruciale, soprattutto nell’alto livello, inossidabile ma modificabile della prestazione ed infortunio.

In tanti, come già detto prima, hanno studiato, scritto, trattato, sperimentato per migliorare la prestazione dell’atleta nello sport, per trovare le migliori condizioni allenanti, i migliori esercizi, le migliori strategie ed allenamenti per avere la migliore prestazione ma quasi mai, se inserite infortunio e prestazione nei motori di ricerca non esce quasi nulla o solo cose generiche, dico in pochi analizzano la questione molto importante e di fondamentale importanza come l’infortunio sportivo, fatemi dire sinceramente, il miglior allenamento, la miglior struttura tecnica, la migliore struttura e attrezzi ed organizzazione nulla può fare se interviene sull’atleta l’infortunio.

Sono convinto che la miglior strategia che uno staff possa avere per prevenire situazioni sfavorevoli alla propria squadra o atleta è prevenire queste situazioni, (visto le casistiche nel calcio che per quanto riguarda l’entità dell’infortuni da fonti UEFA indicano l’80-90% sono classificati lievi, minori o moderati (assenza dalla competizione < 4 settimane), mentre il 10-20% gravi (> 4 settimane di assenza dalle competizioni), oltre a questi fattori bisogna anche inserire l’incidenza delle recidive che è intorno al 10-20%, quindi molto incisiva nella gestione dell’atleta), prevenire con la giusta coordinazione tra coach, preparatore e terapista, della stagione dell’atleta per evitare episodi di infortunio per sottovalutazione delle situazioni stressanti che possono stoppare la stagione con inevitabili conseguenze negative.

PRESTAZIONE:

Fattori che determinano la Prestazione sportiva: Viene definita prestazione sportiva, il rapporto tra esecuzione e risultato di una o più azioni motorie le quali vengono misurate o accertate attraverso determinate procedure di valutazione, (risultato, tempo, punteggio).

Fattori predisponenti alla Prestazione Sportiva: Viene definito allenamento il fattore predisponente per ottenere la migliore Prestazione sportiva.

1- L’allenamento è quel processo fisico preordinato e organizzato con il quale si ricerca il miglioramento della prestazione fisica.

2- il carico fisico è l’insieme degli esercizi eseguiti durante la seduta di allenamento.

3- I Fattori Prestativi: A determinare la qualità della prestazione concorrono diversi fattori, tra i quali i presupposti o requisiti strutturali e funzionali che un individuo possiede. Inoltre, le qualità legate al carattere e alla disponibilità della persona unite a capacità e abilità, differenziano notevolmente il tipo di prestazione.

4- Fattori allenanti che determinano la prestazione:

> Conoscenze tecnico/tattiche

> Qualità del carattere e del tipo di comportamento o abilità di percepire situazioni anticipandone gli effetti

> Qualità e capacità tattiche, strategie, visione del gioco

> Abilità motorie:

> CAPACITA’ COORDINATIVE: Per capacità coordinativa si intende l’abilità del singolo individuo ad organizzare e regolare il movimento.

> CAPACITA’ CONDIZIONALI: Le capacità condizionali sono determinate da fattori energetici quindi dalla disponibilità di energia dell’organismo. Esse sono: forza (veloce massima resistente); velocità (di reazione, di accelerazione massima, resistenza alla velocità); resistenza (di breve, di medio, di lungo periodo).

Questi fattori, utilizzati in situazioni di allenamento o di gara conducono a quella che è la prestazione individuale fisico/sportiva.

Tutto questo certamente passa da un adeguato carico fisico o allenamento adeguato ed organizzato:

Il carico fisico motorio: Con l’espressione carico motorio si intende quell’insieme di attività predisposte dall’istruttore o dall’allenatore, che superano il livello di sollecitazione motoria insito nei gesti comuni e nei movimenti della vita quotidiana.

Il carico fisico prevede, per realizzarsi, l’esecuzione di esercizi fisici che debbono superare il livello di sollecitazione motoria già fornito dai gesti della vita quotidiana, e che possono avere un carattere generale o speciale.

La sua applicazione produce un aumento della capacita di prestazione, cioè di tutto quell’insieme di presupposti che permettono a un soggetto di realizzare delle prestazioni motorie.

La sua attività però sarà efficace solo se, oltre alle necessarie conoscenze sull’evoluzione psicologica, e sul funzionamento dell’organismo umano, e se si è in possesso delle conoscenze principali sui vari tipi di carico fisico (esercizi), sulle reazioni che provocano negli apparati e sistemi di organi di un organismo in via di sviluppo e sulle leggi che ne reggono l’applicazione.

Per raggiungere tali obiettivi il carico motorio si deve conformare a due principi fondamentali:

1. PRINCIPIO DI POLIVALENZA

Il Principio della Polivalenza consiste nello stimolare gli schemi motori integrandoli con le altre aree della personalità (cognitiva, affettiva e sociale) in modo che l’applicazione motoria possa assumere valenza e validità diverse e non standardizzate.

Correre, ad esempio può avere diverse valenze : correre per coprire velocemente un determinato spazio, correre per sfuggire alla cattura, correre per prepararsi a un salto, etc.

2: PRINCIPIO DELLA MULTILATERALITA’

Il Principio della multilateralità Consiste nella scelta di mezzi (fasi allenanti, percorsi, circuiti, ecc.) e di esercizi i più diversi e variati. In tal modo si attivano e si affinano il maggior numero possibile di schemi motori e si costruiscono abilità motorie generali significative, per qualità e quantità, tali da essere trasferibili nella acquisizione delle abilità motorie specifiche delle discipline sportive.

La Multilateralità si divide in due segmenti distinti:

  • ESTENSIVA: rivolta all’acquisizione del più ampio patrimonio possibile di strutture motorie ed esaltazione delle capacità motorie;
  • INTENSIVA: più specifica dei mezzi e dei metodi di allenamento (addestramento) si struttura progressivamente e gradualmente per formare l’atleta.

IL CARICO FISICO può dirsi polivalente e multilaterale se presenta una continua variazione di contenuti (esercizi) e mezzi tale da garantire un ampio sviluppo della motricità di base (abilità generali) come base di lancio per un corretto e proficuo avviamento allo sport.

In conclusione… Alcuni principi del carico fisico

• Principio dell’unità tra carico e recupero

• Principio della progressività del carico

• Principio della continuità del carico

• Principio della variazione del carico

• Principio della divisione a struttura ciclica del carico

• Principio dell’unità tra carico generale e carico speciale.

INFORTUNIO:

L’infortunio sportivo è un evento che può presentarsi durante gli allenamenti o le competizioni.
Nel modello di studio epidemiologico della “UEFA”, sviluppato in un progetto di ricerca per la sicurezza del calcio l’infortunio viene così definito:
Un danno che si verifica in allenamento o in partita che impedisce al giocatore di partecipare al successivo allenamento o partita”.

Quindi si capisce che l’infortunio reca un danno sia all’atleta che alla squadra, impedendo a questo di giocare e alla squadra di utilizzarlo per un determinato tempo di recupero.

L’infortunio può essere diviso in:

Traumatico: Questo è il classico episodio di un infortunio non prevedibile, l’avversario che per stopparci entra molto brutalmente e causa una distorsione articolare o addirittura rottura ossea è una casistica più determinata da fattori di sfortuna, coincidenza, distrazione agonistica o incapacità sportiva dell’avversario che da fattori legati a poco allenamento, poco riscaldamento, o legati a negligenze dell’atleta infortunato.

Da sovraccarico: Questo è il caso di una sbagliata programmazione atletica e fisica, l’eccessivo allenamento senza gli adeguati riposi o recuperi di compensazione e rigenerazione comporta spesso a sovraccarichi a carico di segmenti corporei muscolari o scheletrici che molto spesso portano a eventuali infortuni che prevedono un adeguato periodo di riposo e di terapie per ritrovare la giusta condizione per allenarsi.

Muscolare: Questo caso spesso è dovuto alla negligenza dell’atleta che sottovaluta segnali corporei di problematiche muscolari che alla lunga possono trasformarsi in traumi distrattivi più o meno importanti che fermano l’atleta diverse settimane a secondo della distrazione.

Articolare: Questo caso è determinato molto spesso da terreni di gioco o di allena mento non adeguati che di conseguenza aumentano il rischio di distorsioni articolari a carico spasso dell’articolazione tibio tarsica (caviglia) o anche delle ginocchia, con conseguente stop agonistico più o meno lungo.

Recidiva: Questo caso è determinato spesso da situazioni di troppa fretta nel voler recuperare un infortunio che spesso si rivela non guarito completamente e molto spesso si trasforma in un ennesimo infortunio di recidiva che guarda caso diventa sempre più grave dell’infortunio precedente.

SI capisce che queste eventualità possono essere evitate con una adeguata capacità di programmazione, allenamento, riposo/recupero o evitando terreni di gioco inadeguati o pericolosi per le articolazioni.

L’infortunio muscolo scheletrico nei sport di squadra sottrae l’atleta mediamente dai 7 giorni a diversi mesi a seconda della gravità, con conseguenze per l’atleta, ma anche per la prestazione della squadra che molto spesso si vede sottrarre atleti determinanti per la prestazione e come si può ben capire del risultato complessivo finale.

La correlazione tra PRESTAZIONE SPORTIVA ed INFORTUNIO, la si capisce senza tante spiegazioni, quindi è sempre meglio fare una prevenzione massima per evitare l’infortunio, valutando spesso le situazioni del caso, i messaggi del corpo, la giusta dose di riposi, il giusto lavoro in palestra di rinforzo muscolare e posturale e la giusta alimentazione, che non abbiamo ancora citato, ma che spesso è responsabile di molti infortuni muscolari o tendinei.

Quindi ci troviamo a gestire e soprattutto a ricercare la giusta prestazione evitando gli infortuni, soprattutto quelli non traumatici, evitando i sovraccarichi e cercando di lavorare sul giusto rinforzo muscolare coadiuvato da un buon lavoro posturale e di allungamento.

Come fare:

Gestire i carichi di lavoro cercando di ottimizzare il lavoro sul campo con attività tecnica con le attività aerobiche ed anaerobiche cercando un buon bilanciamento e progressione nei carichi.

  • Lavoro di rinforzo mirato ed organizzato e gestito con i carichi bilanciati, alternando bene i volumi di lavoro sul campo con quelli di rinforzo muscolare a secco evitando di creare situazioni o periodi di ultra allenamento e sovraccarico osteo/articolare/muscolare.
  • Lavori di allungamento posturale delle varie catene muscolari, sento ancora colleghi affermare che l’allungamento muscolare spesso è controproducente nello sport, e si dibatte ancora se sia più utile farlo o meno, io ritengo che l’elasticità muscolare, se come detto in molti studi scientifici, non contribuisca a migliorare la prestazione, possa almeno limitare  notevolmente gli infortuni, soprattutto quelli muscolari, ma spesso anche quelli articolari.
  • Lavori di rinforzo nelle muscolature di controllo gesto atletico come core per la stabilizzazione del bacino, stabilizzazione scapolare per il rinforzo della parte superiore del corpo, quadrato muscolatura della tibio tarsica per avere un buon controllo piede/terreno e spinta e capacità controllo equilibri di gioco.
  • Lavori di coordinazione, soprattutto nel periodo di preparazione atletica anche cercando di lavorare con altre situazioni non proprio inerenti allo sport praticato, un esempio per i rugbisti/calciatori lavori sul nuoto per migliorare la coordinazione, la respirazione diaframmatica lavorando in scarico articolare, oppure, lavori sulle dinamiche del tennis, squash per migliorate la coordinazione occhio/mano, lavori di salto, 

In conclusione: la sinergia tra le parti dello staff dell’atleta o della squadra o del team, responsabili allenamento in campo, preparatore parte allenante a secco (palestra), nutrizionista, e parte di recupero e prevenzione fisioterapista, preserva a spiacevoli inconvenienti muscolari, articolari o di infortunio per sovraccarichi durante la stagione e si allunga la carriera all’atleta

 

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