“ LA MEDICINA MANUALE “ Che cos’è , quando si applica , le indicazioni e controindicazioni

Le Manipolazioni Vertebrali, intese non come semplici mobilizzazioni, ma come impulsi ben definiti tesi a mobilizzare un preciso segmento vertebrale, sono state utilizzate già dai tempi antichi da Egizi, Greci e Romani, anche se in quelle epoche, come è ben comprensibile, erano manovre empiriche non guidate da ragionamenti clinici definiti.
Sono state riprese e lasciate nei secoli, sino al loro riutilizzo da parte di alcuni medici ed in particolare con L’Osteopatia di Still e con la Chiropraxi di Palmer, entrambi negli Stati Uniti. In Europa furono riprese da Mennel e poi da Cyriax, che ne tentarono una codifica, senza peraltro riuscirci.
Il primo che ci riuscì fu il Dr. R. Maigne, ortopedico francese negli anni 40. Egli fuse le conoscenze empiriche dell’Osteopatia e della Chiropraxi con la Medicina ortopedica, limitando l’utilizzo delle manipolazioni vertebrali alle affezioni dolorose della colonna vertebrale e mettendo a punto una tecnica detta del “non dolore e del movimento contrario”, che permette di agire sempre in massima sicurezza ed ottenere risultati, (se usata nelle giuste indicazioni ed escludendo le eventuali controindicazioni), in pochissime sedute : questa ha preso il nome di Medicina Manuale.
La codifica parte dal concetto di D.I.M. o D.D.I.M. ( Disturbo Intervertebrale Minore o Disturbo Doloroso Intervertebrale Minore ). Questo si contrappone al concetto della “Disfunzione Osteopatica”, che tratta anche modificazioni dei segmenti vertebrali non dolorose e della “Sub-lussazione Chiropratica”, difficilmente dimostrabile. Personalmente amo integrare la tecnica del non dolore e del movimento contrario con il concetto del Reclutamento Vertebrale, in modo da cercare di essere ancora più mirati sul segmento da trattare.
La Medicina Manuale è una scienza medica ormai consolidata e codificata a livello internazionale e di estrema efficacia. Fino a pochi anni fa riservata solo ai medici da un qualche tempo è aperta anche ai Fisioterapisti in quanto operatori sanitari autonomi.
C’è da sottolineare che le Manipolazioni Vertebrali sono un atto NON PRESCRIVIBILE!

Queste trovano la loro indicazione nel trattamento di numerose affezioni del rachide che comportano stati dolorosi che interessano tutto l’apparato locomotore. La manipolazione consiste in una mobilizzazione forzata del rachide che si applica ad un segmento vertebrale e che va oltre il gioco articolare senza superarne il limite anatomico : essa deve essere quindi eseguita molto precisamente ed in maniera estremamente dosata.

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Da questi grafico si evince che potremmo definire una Manipolazione Vertebrale come una:

Mobilizzazione Forzata di un segmento vertebrale che si spinge oltre il limite psicologico (o barriera), ma non oltre il limite anatomico (produrrebbe una lussazione). Il dosaggio dell’impulso, che deve essere sempre breve, intenso ,veloce e di ampiezza limitata. Può essere graduato in modo da agire a vari stadi in base alla patologia da trattare ed a quello che l’operatore deve e vuole ottenere. Deve sempre essere applicato dopo la corretta messa in posizione e dopo aver raggiunto la messa in tensione corretta del segmento bersaglio. Spesso i risultati ottenuti hanno un che di stupefacente per il paziente, ma a parte questo, con la tecnica presa in esame, si ha il grande vantaggio, oltre che di agire sempre in sicurezza, di poter lavorare da subito anche in fase di dolore acuto.
L’affermazione di alcuni autori che le manipolazioni non possono essere specifiche in quanto esiste un range entro il quale agisce, ma che è abbastanza approssimativo, non ci trova d’accordo. Con la tecnica del reclutamento il segmento che noi vogliamo trattare viene assolutamente coinvolto dall’atto manipolativo, essendo ovvio che se si esegue un impulso di livello 3-4 il Trust recluterà anche i segmenti sopra e sottostanti, dando l’impressione di essere più generico, ma è appunto solo una impressione. Altro vantaggio di questa tecnica, che evita volutamente manovre di spinta non fisiologiche, è che lavora sempre nella tridimensionalità del movimento articolare e quindi di limitare le trazioni ed i traumi sulle arterie vertebrali e su tutto il comparto vascolare sovra-aortico, in modo da eseguire sempre le manovre nel massimo rispetto fisiologico e riducendo al minimo i rischi della più grande insidia della manipolazione vertebrale riferita al distretto cervicale superiore. La Manipolazione deve agire seguendo un movimento che sia FISIOLOGICAMENTE ed ANATOMICAMENTE accettabile.

Esistono molti tipi e molte tecniche manipolative, principalmente tecniche :

1. Dirette
2. Indirette
3. Semi-Indirette Assistite 4. Semi-indirette contrastate

Le più sicure ed assolutamente indolori sono quelle Indirette e semi-Indirette. In campo manipolativo è fondamentale la Compliance del paziente, quindi l’utilizzare sempre tecniche indolori e sicure è un vantaggio evidente per portare a termine il ciclo terapeutico. Per il distretto più delicato, cioè quello del Rachide cervicale (soprattutto superiore), l’associazione alla rotazione di una lateroflessione opposta, ci permette di anticipare la messa in tensione, e questo, a sua volta, di lavorare in un range che non va oltre i 40°-45° di escursione, ben al di sotto della rotazione possibile e fisiologica. Questo, associato al movimento indiretto, fa si che non vi siano traumi o stress insidiosi a livello sia delle Carotidi che delle Arterie vertebrali, cosa fondamentale per poter lavorare in estrema sicurezza.

Articolo di: Prof. Dr.Nicola Monteleone – Medico-chirurgo

Specialista in Medicina dello Sport
Esperto di Medicina Manuale e Chiroterapia
Docente di Manipolazioni Vertebrali al Master in Fisioterapia Sportiva Università di Pisa Presidente Accademia Italiana di Manipolazioni Vertebrali

Fonte: http://www.mia-manipulationsitalianacademy.org/

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Pubblicato il 06/02/2017 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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