La Borsite Trocanterica fastidiosa patologia che…se conosciuta.

La borsite trocanterica è una patologia infiammatoria di frequente riscontro nello sportivo e nell’adulto. Con questo termine ci si riferisce ad una sindrome dolorosa della regione prossimale laterale della coscia che frequentemente viene confusa con una patologia ad origine dalla colonna lombare o ad una Coxartrosi.

Il paziente riferisce un dolore laterale che spesso si irradia in basso sulla regione laterale della coscia e della gamba.

Il dolore si accentua nel camminare a lungo e nel salire e scendere le scale. Non è infrequente che, nei casi cronicizzati, si sovrapponga una sensazione di scatto occasionale o ricorrente. Il dolore si accentua nel sonno, all’inizio solo se si dorme in posizione laterale sul lato affetto, più avanti anche sul lato non appoggiato. 

Il dolore in regione trocanterica è spesso un dolore riflesso e può essere presente in molte patologie dell’anca come il conflitto femoro acetabolare: (Il conflitto femoro acetabolare è dovuto a un dismorfismo della regione prossimale del femore e/o dell’acetabolo e può causare dolori all’anca soprattutto in soggetti giovani (15 – 40 aa) e sportivi, ma anche in soggetti che conducono una vita sedentaria.) la rottura del labbro acetabolare: (La localizzazione della lesione del labbro acetabolae è per la maggior parte nel quadrante acetabolare anteriore. In circa il 75% dei casi, in associazione alla lesione del labbro acetabolare, si riscontra anche la presenza di danno cartilagineo nello stesso quadrante acetabolare), la condromatosi sinoviale: (sindrome di Reichel o sindrome di Reichel-Jones-Henderson, la condromatosi sinoviale è una malattia rara, benigna, che coinvolge la membrana sinoviale posta a  rivestire le articolazioni. La membrana sinoviale normale è un sottile strato di tessuto che ricopre l’interno della articolazione e produce il liquido sinoviale. Questo liquido è ricco di proteoglicani ed ha una essenziale funzione di nutrimento per la cartilagine. Nella condromatosi sinoviale, la membrana sinoviale cresce in modo anomalo e produce, non solo liquido sinoviale, ma anche noduli fatti di cartilagine, la meralgia parestesia: (intrappolamento nervo femorocutaneo laterale), etc. Queste condizioni, se sospettate, devono essere adeguatamente indagate prima di esprimere una diagnosi definitiva di borsite trocanterica.

Diagnosi

La diagnosi è clinica e si fa con l’esame obiettivo. Il paziente viene visitato dapprima in posizione supina per valutare l’articolarità dell’anca. Un’articolarità limitata e dolore all’intrarotazione con anca flessa a 90° fanno sospettare una coxartrosi. Il dolore in extrarotazione ed anca flessa a 30-40 gradi in regione posterolaterale è tipico della borsite trocanterica. Va differenziato dal dolore che si presenta con questa manovra in sede inguinale e che è normalmente correlato ad una lesione del labbro acetabolare. Nei casi di borsite trocanterica il dolore posterolaterale si accentua se l’arto extrarotato viene portato in adduzione. Altro test che si esegue con paziente supino è quello dell’abduzione contro resistenza. La ipovalidità muscolare del lato affetto da borsite deve far sospettare una lesione dei tendini glutei.

L’esame clinico continua con il paziente posto in posizione laterale. Per prima cosa l’esaminatore solleva l’arto in abduzione e, una volta ottenuto il rilascio muscolare, palpa la regione trocanterica che appare estremamente dolente soprattutto nella regione posteriore del trocantere in caso di borsite.

In alcuni casi, il vostro chirurgo, può ritenere opportuno richiedere esami strumentali:

  • Rx: si richiede per escludere/quantificare la presenza di artrosi dell’anca e di calcificazioni
    – Ecografia: è un esame operatore dipendente che può mettere in evidenza la presenza di una borsite e di calcificazioni della borsa. Più limitata la capacità di identificare una lesione tendinea.
    – Risonanza magnetica: è l’esame indicato se si sospetta una causa occulta di dolore trocanterico come unanecrosi della testa del femore: (
    La necrosi asettica della testa femorale è una patologia reltivamente frequente che porta alla precoce degenerazione dell’articolazione dell’anca. Ha una frequenza differente nei differenti gruppi etnici. Negli Stati Uniti, ed in generale in occidente, si presenta ad una età media di 39 anni, ed il 5-18% delle protesi di anca impiantate sono conseguenti a questa patologia. In India, Cina e Giappone la frequenza è significativamente superiore) e nei casi di sospetta rottura dei tendini dei glutei.

Fattori di rischio per la borsite trocanterica

La borsite trocanterica può colpire chiunque. Esiste però una prevalenza di questa sintomatologia nelle donne tra i 50 ed i 70 anni, nelle persone in sovrappeso e nei giovani sportivi di sesso maschile. La borsite è infatti relativamente frequente a causa di stress ripetitivo (overuse) soprattutto nei corridori e nei ciclisti. Nella maggior parte dei casi non si associa all’artrosi dell’anca anche se in una parte dei casi può essere secondaria ad una errata deambulazione per la presenza di artrosi dell’anca o del ginocchio sia omo che controlaterale. Anche una patologia artrosica e scoliotica lombare e dorso-lombare possono essere con discreta frequenza associate a borsite trocanterica per le stesse motivazioni posturali.

La più frequente causa di insorgenza della borsite è la differenza di lunghezza dei due arti inferiori. In questo caso la borsite colpisce il lato ipermetrico, ossia quello più lungo.

Altre cause predisponenti alla borsite sono l’artrite reumatoide e le malattie reumatiche, precedente chirurgia con incisioni chirurgiche laterali per frattura prossimale del femore o impianto di protesi di anca ed infine  speroni ossei o depositi di calcio sul trocantere che possono irritare la borsa e causarne l’infiammazione.

Borsite trocanterica

Trattamento non chirurgico

Il trattamento iniziale per la borsite trocanterica è sempre conservativo. Il paziente spesso è portatore di questa infiammazione da molti mesi in quanto la diagnosi è frequentemente fatta in discreto ritardo. Questo comporta il dovere spesso affrontare la borsite quando è già andata incontro ad un processo di cronicizzazione con particolare difficoltà di trattamento.
L’approccio conservativo deve aggredire la borsite contemporaneamente con diversi accorgimenti:

  • Correggere transitoriamente con un rialzo la dismetria se presente. Impostare una perdita di peso controllata. Quasi sempre, almeno nel sesso femminile, la borsite si presenta dopo un aumento del peso corporeo. Modificare le attività. Evitare le attività che peggiorano i sintomi.
  • Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). Ibuprofene, naprossene, piroxicam, celecoxib, possono alleviare i sintomi e contribuire a risolvere l’infiammazione. Come tutti i farmaci i FANS vanno assunti con cautela e per periodi limitati.
    In fase acuta, quando necessario, può essere d’aiuto l’uso di un bastone da passeggio o stampelle per una settimana o più.
  • Fisioterapia. La fisioterapia funziona ma va personalizzata sul singolo caso. L’ortopedico normalmente prescrive esercizi di correzione posturale e della deambulazione, stretching della fascia lata ed esercizi di potenziamento degli abduttori dell’anca. La borsite trova giovamento anche con tecniche di massaggio trasverso profondo e con terapia fisica (laser, tecar, sorazon o ozono terapia, onde d’urto, etc)

  • Infiltrazione di steroidi. L’iniezione di un corticosteroide con un anestetico locale può essere utile per alleviare i sintomi di borsite trocanterica. Questo è un trattamento semplice ed efficace che però deve essere fatto da un medico. Si tratta di una o più iniezioni nella borsa trocanterica che vanno sempre fatte sotto controllo ecografico o sotto scopia per essere sicuri di infiltrare la regione esatta. Oggi siamo perfettamente a conoscenza di come le iniezioni di corticosteroidi ripetute possano danneggiare i tessuti circostanti ed in particolare i tendini dei muscoli glutei che si inseriscono sul grande trocantere.

  • Infiltrazione della borsa trocanterica

Trattamento chirurgico

La chirurgia è raramente necessaria per il trattamento della borsite trocanterica “isolata”.

Più recentemente le metodiche mini-invasive hanno preso il sopravvento per la loro indubbia minore invasività. Il trattamento endoscopico si esegue con due piccoli accessi e la rimozione della borsa si esegue completamente a cielo chiuso. Tra i vantaggi di questa metodica ci sono:

– la minore invasività
– la migliore couagulazione con limitato rischio di recidiva
– la possibilità di non sezionare la fascia se non coesiste un’anca a scatto

Entrambi i tipi di interventi chirurgici possono essere eseguiti in day hospital ed il paziente è in grado di tornare a casa dopo la rimozione del catetere di drenaggio che viene lasciato per qualche ora dopo l’intervento. Il recupero è completo ma ovviamente molto più rapido e meno doloroso quando eseguito con tecnica endoscopica.

Fonte (http://www.ortopediaweb.net)

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Pubblicato il 28/12/2016, in Benessere, MASSAGGIO con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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