La corsa è per tutti? o siamo fatti tutti per la corsa….??

Riprendendo un vecchio post, articolo di Albanesi.it che diceva come Capire la corsa e si rispondeva: più facile a dirsi che a farsi, sia dagli addetti ai lavori e no, purtroppo la corsa è vista e interpretata in così tanti modi diversi che lo sforzo di cercare di capirla sembra quasi impossibile.

Io ribadisco, e sò di dire una cosa che farà storcere il naso a tanti, che la corsa “non è per tutti!”, intendiamoci non voglio dire che la corsa è solo per un’elevata schiera di persone che sanno correre, solo quelli che riescono ad avere un gesto atletico fluido e armonico, no non intendo dire ciò, ma il saper correre è una questione di esercizio, capacità intrinseche, coordinazione, capacità esterorecettive, propriocettive e conoscenza del proprio corpo, sapere dove siamo e dove sono le nostre leve e cosa stanno facendo…sembra una cosa semplice, ma non lo è più, con la sedentarietà si è perso il “semplice” e remoto gesto della corsa, d’altronde siamo i discendenti degli uomini primitivi che dalla quadrupedia si elevarono su due arti circa dieci milioni di anni fa per vedere più lontano nelle savane primordiali, ed inoltre per poter correre  durante la caccia o per scappare dai predatori, ora, come avevo accennato prima per via di un’altra evoluzione o involuzione l’essere umano è diventato un animale sedentario, con capacità coordiantive molto regredite ed anche una capacità di visione periferica ridotta allo schermo dei nostri smart phone….infatti gli infortuni o cadute accidentali sono all’ordine del giorno, lo sanno bene i fisioterapisti.

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Nonostante questa poco incoraggiante premessa,  vorrei ugualmente sfidare noi stessi e tentare l’impresa impossibile di condensare la corsa in alcune iniziali regole d’oro.

Questo lavoro è rivolto in particolar modo al principiante, ma la mia esperienza mi dice che gli errori del “runner” evoluto sono spesso gli errori tipici di chi inizia a correre diciamo in età avanzata, oltre i 35 anni per capirci, errori dei quali, molte volte, il podista “esperto” non si è mai liberato.

Corsa, la parola d’ordine è: gradualità

Quello della gradualità è un concetto fondamentale quando parliamo di corsa. Non ci stancheremo mai di ripetere che correre non è per tutti e che per farlo bisogna prepararsi come faremmo nel caso di un corso di laurea. Come vedremo, bruciare le tappe può essere deleterio ed è per questo che la parola d’ordine per coloro che corrono è: usare la gradualità.

Partiamo quindi con sei “semplici” regole.

1. Principiante o runner evoluto, la prima regola è: gradualità,

2. La preparazione fisica è importante,

3. Poniti obiettivi sfidanti, ma realistici, non pensare di programmare la maratona appena riesci a fare il giro del parco senza fermarti,

4. Sii continuo: il tuo obiettivo è di correre per tutta la vita.

5. Impara a entrare in sintonia con il clima.

6. Corri nel modo più naturale (qui ritorna l’utilità della tecnica) possibile, senza forzare la respirazione o la falcata.

L’entusiasmo (per un nuovo oggetto d’amore), l’ambizione (per nuovi traguardi) o la necessità (per fare un favore alla propria salute) non devono farci perdere l’equilibrio di un approccio graduale alla corsa [1]. Il principiante che sogna di correre la maratona nel giro di poche settimane o il runner esperto che vuole bruciare le tappe per progredire ancora sono esempi di come lo sport possa anche nuocere, se ci si incammina sulla strada sbagliata.

Ricordati che è opportuno adottare la politica dei piccoli passi: non pensare di spaccare le montagne, ma ogni giorno prova ad adattarti alla corsa un po’ meglio del giorno prima,[2] chiedi ad amici tecnici o allenatori o preparatori o guarda tutorial sulle tecniche di corsa e rinforzo muscoli, tendini e articolazioni coinvolti nella corsa, impara ad essere più coordinato nei movimenti cercando di migliorare anche il semplice cammino e sentendo l’appoggio del piede, la rullata, tallone, pianta, punta ed il distacco per poi portare avanti l’altro piede e così via. La coordinazione del gesto fa acquisire una gestualità più fluida e meno dispendiosa che nei momenti di stanchezza ti aiuterà a non incappare in infortuni o altri spiacevoli inconvenienti (Tecnica) [3];usa il metodo del 5, come lo chiamo io, (5km/7,5km/10Km fai trascorrere qualche mese di adattamento e miglioramento di questa fase, circa sei mesi almeno, poi con altrettanto gradualità poniti obiettivi maggiori ma avendo sempre fatto sedimentare il miglioramento in chilometri ottenuto). Se vuoi battere un record, proponiti di farlo di una manciata di secondi, non di abbattere barriere con miglioramenti impossibili. Non diventare schiavo degli obiettivi: se un infortunio o un impedimento extrasportivo ti bloccano nel percorso, ricordati che non devi vincere un’olimpiade, ma che hai una vita per realizzare ciò che ti sei prefisso.

Qualunque approccio tu adotti per incominciare a correre, ogni sforzo sarà vano se non sarai continuo nei tuoi proponimenti [4]: come chi si mette a dieta ogni anno solo per la prova bikini è al punto di partenza, anzi spesso si ritrova con qualche chilo in più, così il runner discontinuo dissipa le sue energie se alterna momenti di grande coinvolgimento ad altri in cui la corsa non riesce a stimolarlo più di tanto.

Impara a non avere paura o fastidio per qualche goccia di pioggia [5], per un po’ di vento, per il gelo dell’inverno o per l’afa dell’estate: certo non fare l’eroe, ma non comportarti nemmeno come chi abbandona alla prima difficoltà. Ogni avversità climatica può essere efficacemente contrastata, basta farlo con buon senso e determinazione.

All’inizio sentirai tanti consigli da persone che probabilmente salgono in cattedra senza avere studiato. Tu corri e basta [6], respira in modo naturale e non preoccuparti se la tua falcata è un po’ goffa: la storia della corsa ci ha regalato grandi campioni dallo stile assai discutibile.

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E ricorda la corsa non è per tutti, non ti ostinare a correre perchè lo fanno gli altri, i troppi infortuni, le problematiche alla schiena o alle articolazioni sono campanelli di allarme che il tuo fisico ti manda, ascolta anche questi campanelli di allarme, se proprio non sei fatto per correre prova altre attività aerobiche meno traumatiche. (nuoto, ciclismo, nordik walking, ecc…)

Fonte:www.albanesi.it

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Pubblicato il 29/10/2016, in Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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