Una Gara nata sotto una cattiva stella, IM 70.3 Italy…

La voglia di noi triathleti italiani amanti delle gare lunghe con la M rossa puntata di avere una bella gara in casa nostra è oramai una faccenda che si sta facendo seria.

Pescara, la prima città italiana che ha detto si al fascino del WTC ed ha portato nella penisola dal 2011 una gara di 70.3 IM, che noi chiamiamo mezzo ironman, ci piace mettere sempre quella parolina magica nelle frasi di rito, “ironman”, ma purtroppo già dalla prima edizione si sono susseguiti i dispiaceri per i partecipanti.

Dopo i furti di bici, le decisioni prese all’ultimo momento nel caos, le nuotate nel mare inquinato (si dice da escrementi umani) con divieto di balneazione e bevute ai rifornimenti run di acqua non proprio cristallina, quest’anno si è raggiunto il ridicolo con la sospensione della frazione del nuoto dopo che circa duecento triathleti, tra Pro uomini e donne e Age Group, avevano già preso il via..ma tant’è che dopo 15′ dallo start la capitaneria di porto obbligava gli organizzatori a sospendere le partenze e annullare la frazione di nuoto mentre i poveretti che erano appena partiti stavano in mezzo alla burrasca e per aggiungere danno alla beffa, appena arrivati alla riva si sono sentiti dire che gli sforzi fatti per raggiungere la riva non erano serviti a nulla perchè il nuoto era annullato (tranne che per i Pro)!!!

Schermata 2016-06-14 alle 14.14.54

Seguiranno alcuni lunghi istanti di agitazione, con l’organizzazione nel pallone: era anche sparita la proverbiale organizzazione IRONMAN. In quel momento 1600 persone, tutte in muta pronte a partire per la gara che avevano preparato, bramato, desiderato, atteso e soprattutto PAGATO, si vedevano bloccate sulla riva senza capire il perchè, o almeno il motivo era che la capitaneria non si prendeva la responsabilità di far partire i restanti atleti sulla riva, in altri casi si sarebbe nuotato, mi ricordo un Pietra Ligure del 2008 o diverse volte ad Andora oppure un paio di gare in Versilia con mare non proprio piatto…ma tant’è che in quel momento era stato tutto sospeso ed annullato, quindi gli atleti mutati (vestiti di muta) si vedevano portati ad ammucchiarsi come una mandria davanti la T1 per sentirsi dire in due lingue, la professionalità prima di tutto!!, “Il nuoto è stato annullato dalle autorità noi non possiamo farci nulla prendetevela con loro”.

La domanda viene logica: ma come, non avevate previsto un piano B??? Con le previsioni che da tre giorni mettevano un peggioramento del tempo proprio domenica alle 12???  No! non era stato previsto….si tenga presente che già alle 13 il mare si era già calmato, quindi la soluzione di due partenze era ancora un’opzione, o almeno lo poteva essere se si fosse guardato il meteo…invece, nel caos generale gli atleti si sono visti annullato il nuoto ed un sogno.

Quindi, partenza tipo gran fondo…a gruppi di 5 atleti ogni 5 secondi….a tutti verrà messo un’1h in più nel tempo finale e via che puntiamo a chiudere questo ennesimo capitolo poco oneroso di una gara che poteva avere delle grandissime potenzialità ma che purtroppo da quest’anno avrà delle conseguenze pesanti e prevedo anche un brutto contraccolpo….davvero non capisco come mai non riusciamo proprio ad avere la soddisfazione di poter godere delle fastose manifestazioni WTC estere anche in Italia…

Quest’anno, tra l’altro, c’è stata anche la farsa di IM Civitavecchia e 70.3 Roma dove fino a Natale sembrava che da una gara (Pescara) le manifestazioni con il pallino in Italia diventassero tre ma anche quella è stata tutta un’illusione di un autunno strano come il clima che lo ha attraversato arrivando, dopo un momento dove non si capiva se ci sarebbero state o no, sino al momento in cui le due gare venivano tolte dal calendario…nella delusione generale.

La gara, ormai divenuta per tutti un’allenamento lungo, un combinatone, si marchiava di bellissimi momenti folkloristici all’italiana dove giudici illuminati davano penalità ad atleti costretti a gareggiare a mucchio lungo le salite e le discese del percorso per poi sparire nell’unico tratto dove sarebbero dovuti stare, i 15 km di asse attrezzato, un lungo autostradale rettilineo che da Chieti Scalo porta a Pescara dove è logico che l’occasione fa il triathleta pirla quindi si sono visti i soliti gruppi festanti da venti, trenta personaggi tutti in scia, anche perchè nel frattempo ci siamo incrociati con l’altra gara il 5i50 (l’olimpico IM) fatta partire, non proprio con furbizia, dopo il 70.3  e guarda un pò tutti in scia amorevolmente…comunque questo problema esiste dalla prima edizione, mai risolto, come la partenza della gara, quindi sembra impossibile per gli organizzatori metterci una pezza.

La corsa, per fortuna migliorata nel percorso e sotto un bel acquazzone ha lavato e sciolto molte tensioni…ma dai discorsi del post gara si sono risentite le polemiche e la delusione è riemersa.

Cara Pescara, gara mai nata veramente, ma che ha avuto la possibilità di essere la GARA di noi italiani con il pallino…ti saluto dopo tre chance io il prossimo anno ritorno all’estero, e aspetterò ancora con trepidazione che le cose in Italia cambino…ma è un discorso che purtroppo stiamo facendo ormai in troppi campi e che sembra che a cambiare sia troppo difficile, forse perchè siamo proprio noi italiani che non cambiamo????

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Pubblicato il 15/06/2016, in Preparare un'Ironman, Sport e giovani, Triathlon con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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