Il Triathlon per il principiante: IL NUOTO

Triathlon e nuoto. Lo scoglio più grande che preoccupa lo sportivo che vorrebbe avvicinarsi al triathlon è la frazione di nuoto. Siamo un paese circondato dal mare ma il nuoto è ostico e molto spesso indigesto fin da piccoli.

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Un po’ per tradizione italica, poichè le nostre mamme hanno sempre collegato il nuoto con raffreddori e influenze e problemi di ogni tipo, anche se negli ultimi anni i risultati a livello mondiale ed olimpico nel nuoto hanno portato i nostri atleti nuotatori a risultati ottimi, rimane sempre l’impressione che l’italiano è l’umido della piscina non vadano troppo d’accordo.
Mi è capitato spesso di parlare con maratoneti e ciclisti, quindi persone che con la fatica hanno un ottimo rapporto che, quando si inizia a parlare di nuoto, si nascondono dietro la frase tipica; lo so che potrei nuotare anche solo per scaricare la schiena e che fa bene ma poi prendo il raffreddore…è ora di finirla con questi falsi miti.
Un podista va a correre anche con la pioggia, la nebbia o al mattino presto con temperature sotto zero in inverno senza paura ma se deve tuffarsi in una piscina ha paura del raffreddore??
La prima cosa che si deve iniziare a capire e ad affrontare per fare triathlon è che la piscina ed il nuoto non fa ammalare più di una corsa fatta sotto la pioggia o sotto zero in pianura padana in inverno.
Detto ciò, sperando di aver aperto un varco di convinzione ai meno decisi e restii a tuffarsi nelle acuque di una piscina, ritengo opportuno ricordare che il nuoto è una disciplina molto tecnica e va condivisa con un’elemento liquido e poco stabile, dove ci si deve immergere ed avanzare per muoversi e questo non è un problema di poco conto.
La maggior parte dei neofiti si approccia alla fase natatoria con ricordi rudimentali di corsi fatti durante la giovinezza, quando il corpo pesava meno e la piscina era vista molto spesso come refrigerio estivo, quindi si basa su di un modello propriocettivo e sensoriale molto datato che non solo non coincide, ma nemmeno lontanamente si avvicina a quello che poi la disciplina andrà a richiedere in gara come modello prestativo.
Anche nel caso in cui si sia praticato nuoto a livello agonistico l’approccio al nuoto in vasca e quello delle gare di triathlon, che si svolgono principalmente in acque libere e con partenza in gruppo, non è facilmente paragonabile, l’unica esperienza che può servire da riferimento è quella delle gare di nuoto in acque libere, anche se un ex nuotatore avrà sicuramente più facilità a riavvicinarsi all’acqua e a trovare sensazioni a lui congeniali e già vissute.
Esaminando il caso di un neofita del nuoto, che abbia conservato solamente la capacità di base di nuotare, ossia di sentirsi a suo agio in acqua, la prima fase dell’approccio sarà quella di capire la capacità di galleggiamento e di resistenza. Sono due abilità fondamentali propedeutiche ai veri e propri allenamenti. Se nuotate con la testa fuori dall’acqua e/o con le gambe che tendono ad affondare sarà meglio precedere l’inizio del lavoro specifico con uno o più corsi di nuoto per riprendere e migliorare la tecnica, al fine di ottenere un avanzamento sciolto e poco faticoso. Il nuoto, molto più degli altri due sport che compongono il triathlon, è molto tecnico, la capacità di scivolamento, la presa d’acqua, la posizione del corpo, la respirazione….tutto contribuisce alla prestazione finale e, al contrario che nella corsa e nella bici, dove la forza dell’atleta e la sua capacità aerobica possono compensare difetti anche di non poco conto, nel nuoto la tecnica viene sempre prima di tutto il resto.
Se invece la vostra dinamica in acqua risulta buona è possibile iniziare con allenamenti specifici più strutturati e mirati al miglioramento della performance.
Normalmente si inizia sempre con una fare preparatoria o di riscaldamento, dove vengono effettuate tot vasche senza una grossa fatica ma diciamo di preparazione per poi passare al perfezionamento della tecnica con un numero di vasche chiamate di tecnica, nuotata ad un braccio, a braccia alternate, remate, ecc per proseguire con la parte centrale detta di “allenamento”; teniamo sempre presente che stiamo allenando il nuoto per il triathlon quindi dovrà sempre essere tenuto presente quello che accadrà successivamente, la bici e la corsa e le transizioni che in gara seguono la fase di nuoto.
Quindi consiglio sempre di fare una grande attenzione al passo gara, non stiamo allenando un 100 mt in vasca, quindi si lavora tutto sulla rapidità del gesto e la velocità di base, nel triathlon la distanza più corta da allenare sono 750 mt e questo da effettuare spesso in piscina ma anche in acque libere. Quindi avere una buona conoscenza del proprio motore e del proprio passo in una distanza che varia dai 750 mt e che può arrivare ai 3,8 km per gli ironman può aiutare a non esaurire già in prima frazione importanti energie che dobbiamo poi richiamare nelle fasi successive della gara. La fase di nuoto del triathlon è suddivisa in momenti ben precisi, si parte dalla fase iniziale, la partenza in gruppo dove una buona accellerazione e capacità di mantenere un buon ritmo nelle prime fasi di gara può aiutare a togliersi da fastidiosi contatti e può dare la possibilità di utilizzare la migliore traettoria in gara, esistono le fasi del superamento boa, fasi caotiche se prese assieme ad altri concorrenti, la nuotata con testa fuori per orientarsi e vedere gli avversari, una fase tra una boa e l’altra di nuotata al proprio passo gara dove è possibile sfruttare anche la scia di chi ci precede per migliorare anche di non poco il nostro avanzamento visto che chi sta davanti fa il grosso del lavoro, “aprire l’acqua”. Per concludere si arriva le fasi finali di uscita dall’acqua con le accelerazioni finali per arrivare sulla terra ferma in buona posizione. Questi caratteristici episodi di gara vanno preparati bene, soprattutto per chi affronterà gare brevi come olimpici o sprint in acque libere.
Si dovrà anche fare attenzione alle condizioni climatiche, se la gara è in acque libere,  previste nel giorno della gara, specialmente in caso di prove particolarmente impegnative come il triathlon lungo o le distanze Ironman. Queste prove non solo sono lunghe ma si disputano spesso in condizioni insidiose per l’atleta standard abituato all’allenamento in piscina. E’ molto diverso nuotare per due chilometri in piscina in corsia e in mare, con le onde, la corrente, l’acqua salata, il sole e magari 200/300 persone che cercano di scavalcarti, tirandoti più o meno volontariamente pugni e calci, per passare davanti.

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E’ sempre consigliabile, in questi casi, fare una prova se possibile sul campo di gara o in condizioni il più possibile analoghe. Io consiglio sempre di provare il percorso gara, se già posizionato il giorno precedente la gara o di fare una nuotata nel tratto di mare o lago dove verrà sistemato il campo gara il giorno dopo, tanto per prendere confidenza con temperature dell’acqua, correnti, profondità della partenza e dell’uscita, eventuali ostacoli, scogli o altre cose in galleggiamento, ecc. questo può aiutare a capire come affrontare la gara il giorno dopo. Tornando per chiudere al discorso allenamento io consiglio sempre a chi si avvicina a questo fantastico sport di affrontarlo partendo con l’acquisire esperienza partendo sempre dalle gare più brevi come sprint e olimpici, dove la scia in bici e le distanze di gara possono aiutare nella fase preparatoria di allenamento, è logico che i volumi sono più ridotti, per poi in una fase successiva passare, se lo si vuole, alle distanze più lunghe ed impegnative, ma mantenendo sempre un certo numero di gare chiamiamole veloci per mantenere quella “rapidità” di base che aiuta sempre anche nelle gare di lunga distanza. Per gli allenamenti se interessati rimango a vostra disposizione perchè dati questi consigli di base per chi inizia ritengo che sia più utile adattare l’allenamento all’atleta più che realizzare una tabella tipo per tutti. Non esiste una tabella tipo dove tutti ci si ritrovano, o almeno può andare bene nelle prime fasi di approccio, ma poi a secondo delle capacità e della preparazione e dell’individuo possono cambiare molte cose, quindi se interessati ad allenamenti scrivetemi.

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Pubblicato il 10/03/2015, in Allenamento, Sport e giovani, Triathlon con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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