Il Triathlon….

“Il triathlon in Italia  sta crescendo perchè è uno sport completo. Ma soprattutto perchè anche da noi ormai inizia ad essere considerato la nuova frontiera del fitness. Si sta facendo strada l’idea che nuotare, pedalare e correre sulle varie distanze non sia più  una fatica riservata solo ad atleti e superatleti ma che sia sia anche lo spazio per chi vuole divertirsi e fare sport per il proprio benessere “. Parola di Simone Diamantini (docente di teoria dell’allenamento presso l’Università degli Studi di Milano, commissario tecnico  della nazionale italiana nella spedizione di Pechino 2008 e ora responsabile tecnico dellaDds di Settimo Milanese)

Quindi ultimamente sta passando di moda il pensiero di alcuni anni fa che definiva il triathlon sport solo per super atleti dotati di chissà quali ultra poteri.

Ora la triplice disciplina è diventata uno sport alla portata di tutti, dai bambini agli adulti, è una disciplina completa che unisce tre attività sportive cicliche, come il nuotare, il pedalare ed il correre che messe insieme costruiscono lo sport del triathlon.

La sua storia, sport molto giovane il triathlon nasce nel 1977, quando il comandante della marina John Collins inventa uno sport basato sulla fusione di tre discipline di tipo aerobico. Pochi mesi dopo viene organizzata alle Hawaii la manifestazione Ironman World Championship, teatro della prima gara di triathlon: vi partecipano solo 14 atleti, ma la nuova disciplina si diffonde immediatamente in tutto il Mondo. Nel 1984 nasce la federazione europea (ETU – European Triathlon Union) e un anno dopo è tutto pronto per l’organizzazione del primo Campionato europeo, che si svolge a Immenstadt, in Germania. Nel 1989, in coincidenza con lo svolgimento dei primi Campionati del Mondo, nasce anche l’ITU (International Triathlon Union). Nel 1998 il nuovo sport ottiene il riconoscimento di disciplina associata direttamente al Coni e nel 2000 debutta alle Olimpiadi di Sydney.

Il triathlon in Italia giunge nel 1984 con la disputa della prima gara ad Ostia (Roma) su distanza olimpica. Nel 1985 nasce l’Associazione Italiana Triathlon e 2 anni dopo il Coni la riconosce ufficialmente, dapprima associandola alla Federazione Italiana Pentathlon Moderno. Nel 1989 la prima assemblea ordinaria elettiva sostituisce il nome AIT con Federazione Italiana Triathlon. La neonata Federazione sarà riconosciuta Federazione Sportiva Nazionale nel 2000.

Uomini e donne. Gli appassionati del triathlon amano definirlo uno sport unico più che una somma di sport: gli atleti che lo praticano devono dimostrare di essere dotati, oltre che di abilità condizionali (forza e resistenza) necessarie per ben riuscire nelle singole discipline, di un’ottima capacità coordinativa nei passaggi da una frazione all’altra. Una competizione di triathlon, inoltre, può vedere impegnati uomini e donne contemporaneamente. L’obiettivo è uguale per tutti: compiere nel minor tempo possibile un percorso stabilito in cui si alternano nuoto, ciclismo e corsa.

Il programma olimpico del triathlon prevede 1,5 km metri a nuoto, 40 km in bicicletta e 10 km di corsa. Le numerose varianti permettono a sportivi meno preparati di cimentarsi in questa disciplina; il sito della Federazione italiana,www.fitri.it, riporta le principali categorie:

Sprint (0,750 km nuoto, 20 km bici, 5 km corsa)

Medio (2,5 km nuoto, 80 km bici, 20 km corsa)

Lungo (4 km nuoto, 120 km bici, 30 km corsa)

Ironman (3,8 km nuoto, 180 km bici, 42 km corsa)

La Federazione specifica che, trattandosi dell’insieme di tre discipline di fondo, esse «presuppongono un diverso impegno dal punto di vista dei distretti muscolari interessati in ogni disciplina; si può quindi dire che il triatleta è un fondista, un atleta dedito allo sport di resistenza, o di fondo che dir si voglia, con uno sviluppo muscolare completo ed armonico, che ne fa uno sportivo completo sotto tutti i punti di vista».

Tre per uno. Gli atleti di triathlon si allenano nelle tre discipline per migliorare la propria capacità di resistenza, ridurre la stanchezza, sviluppare una tecnica adeguata per ciascuna disciplina e, infine, per limitare il tempo che intercorre nel passaggio dall’una all’altra (in genere vengono allenati anche i passaggi in zona cambio cioè, per passare dal nuoto al ciclismo e dal ciclismo alla corsa). Ogni concorrente dispone di un apposito spazio («area di cambio») in cui è raccolto il necessario per affrontare il segmento successivo.

Nuoto. Per la prova di nuoto si indossa un body, ora necessariamente con zip posteriore come da regolamento federale. o nel caso la temperatura dell’acqua sia inferiore ai 20°C  anche una muta adatta per il nuoto; di solito la prova si svolge in mare aperto o in lago e lo stile preferito è il crawl (stile libero), il più veloce.

Ciclismo. Solitamente si corre su strada asfaltata. L’atleta indossa un casco e apposite scarpe a sganciamento rapido. In questa prova è necessario mantenere ritmo elevato ed esere capaci di mantenere la scia, dell’atleta che ci precede, quindi avere capacità di procedere in gruppo ed una buona abilità di guida della bicicletta stessa inoltre saper mantenere una posizione aerodinamica che riduca la resistenza all’aria.

Corsa. L’ultima fase del triathlon, che si ambienta su percorsi con fondo solido, prosciuga le ultime energie dell’atleta; per questo è importante economizzare al massimo i propri movimenti, correndo in posizione eretta, con spalle rilassate e sguardo proiettato in avanti.

Il triathlon a scuola. Praticato su brevi distanze, il triathlon può rappresentare uno sport interessante da proporre in ambito scolastico. Per questo la Federazione Italia Triathlon ha attivato un settore scuola che, «creato per poter stabilire un rapporto più diretto con il mondo scolastico, si occupa di tutte le diverse espressioni del triathlon realizzate nell’ambito della scuola, a tutti i livelli; opera attraverso i propri organi periferici, i comitati regionali, e i rappresentanti locali di settore, tutti docenti, che oltre ad essere tecnici di triathlon, possiedono una conoscenza approfondita dell’istituzione scolastica».

Questi i tratti brevi praticabili anche nei tornei per i più giovani, che riscuotono un successo sempre maggiore in giro per l’Italia:

Tipo di gara Nuoto Ciclismo Corsa
Super Sprint 400 m 10.000 m 2500 m
Triathlon distanza Youth 250 m 8000 m 2000 m
Triathlon Kids – ragazzi 100 m 4000 m 1000 m
Triathlon Kids – esordienti 50 m 2000 m 500 m

Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito ufficiale della Federazione Italia Triathlon [www.fitri.it], che ringraziamo per la collaborazione.

Il regolamento tecnico del triathlon è scaricabile a questo indirizzo.

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Pubblicato il 08/11/2014, in Alimentazione & Benessere, Allenamento, Benessere, Sport e giovani, Triathlon con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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