La Pubalgia…

PUBALGIA: “dolore nella zona pubica adduttoria”, sindrome dolorosa poco caratterizzata clinicamente, dovuta a infiammazione dei muscoli adduttori della coscia in corrispondenza della loro inserzione alla sinfisi pubblica. E’ frequente nei calciatori, la pubalgia vera può essere determinata anche da allenamenti inapropriati, o carenti in qualcosa ( esempio: stretching ), o eccessivi ( esempio : sovraccarichi di lavoro ). A volte tale fastidio può comparire nella prima fase del riscaldamento, poi man mano che la muscolatura è ben riscaldata e pronta per svolgere l’allenamento, il dolore si attenua, ma nella maggior parte dei casi persiste e non permette di proseguire con l’allenamento.

pubalgia-curarla

Ultimamente mi trovo ad analizzare e discutere per a capire cosa poter fare per curare la pubalgia, o meglio ancora, come poter prevenire questa patologia che costringe, non solo i calciatori ma anche i runners, e a tutti gli atleti che sono costretti alla falcata, (slanciare una gamba in avanti in alternanza con l’altra per svolgere la propria attività sportiva), e a fermarsi per un periodo di riposo per questo tipo di dolore, e perdere la forma migliore anche nei momenti importanti della stagione agonistica, o amatoriale che sia.

E ancor più far fronte mentalmente all’infortunio, in quanto psicologicamente conduce i podisti a deprimersi per non poter svolgere la loro amata corsa!

Allora vediamo in dettaglio cos’è la Pubalgia? Come possiamo andare incontro a questo infortunio? E come la si può prevenire e curare?

Dall’esperienza personale posso affermare che il dolore e la stessa patologia viene accentuata soprattutto nei podisti che giocano saltuariamente al calcetto, o effettuano attività ove si necessita di svolgere movimenti rapidi, i cambi bruschi di direzione e velocità, ma anche un carico eccessivo di allenamento o essersi spinti a percorrere molti chilometri senza la preparazione atletica adeguata, questi sono spesso le cause principali di questo infortunio.

Nel gesto atletico, la muscolatura adduttoria deve far fronte nel breve tempo a scatti improvvisi, quindi a contrarsi e ad allungarsi velocemente per poter permettere i movimenti laterali, cambi di direzione. Visto e considerato il fatto che noi podisti, e soprattutto i Maratoneti, ma anche più semplicemente gli amatori che si avvicinano ad una certa età alla corsa, abbiamo, hanno, fibre muscolari prevalentemente ossidative (lente ) poco reattive agli sforzi rapidi e intensi, capite benissimo quale stress aggiuntivo deve far fronte il nostro organismo, e in questo caso l’apparato muscolo/tendineo/articolare. Anche un allenamento svolto in maniera frettolosa, senza il dovuto riscaldamento, aumentando l’intensità oltre le nostre possibilità fisiche può essere una causa dell’instaurarsi di questa patologia.

I quadri clinici possono essere differenti da soggetto a soggetto, ma in linea generale possiamo affermare che le cause principali possono essere:

Sovraccarichi eccessivi, microtraumi ripetuti nel tempo;

Allenamenti svolti in condizione di tensioni e affaticamento muscolare e articolare;

Allenamenti svolti a intensità superiore alle nostre possibilità;

Allenamenti o gare brevi svolti senza il dovuto riscaldamento ;

Patologie o squilibri muscolari, tendinee; Molte volte dietro una semplice domanda di un podista “come mai mi fa male l’interno coscia e non riesco a correre “?, si nascondono una complessità di fattori scatenanti la stessa Pubalgia. Per tale motivo c’è bisogno di una attenta anamnesi e un esame posturale del soggetto che permettono di valutare in maniera più specifica quali possono essere i fattori principali che hanno causato questa patologia: la Pubalgia. Come abbiamo visto pocanzi le cause che possono condurre il podista a soffrire di Pubalgia sono diverse, ma il più delle volte ci sono Fattori Intrinseci e Fattori Tecnici che possono essere motivo di infortunio.

I fattori intrinseci riguardano tutti quei fattori del nostro organismo che condizionano la nostra vita, non solo sportiva, ma anche relazionale, cioè dipendono prevalentemente dalle nostre abitudini, dalla nostra postura, dall’equilibrio generale del nostro corpo, esempio:

  • Asimmetria degli arti inferiori , tutto ciò condiziona il normale equilibrio della muscolatura degli adduttori (muscoli interno coscia) con un carico maggiore o minore su uno o sull’altro muscolo;
  • Un appoggio del piede in pronazione (internamente) o supinazione (esternamente) può creare uno squilibro muscolo/articolare che col passare del tempo, quindi con l’aumentare dei carichi di lavoro conducono l’organismo a soffrire;
  • Ginocchio valgo o varo, il valgismo del ginocchio e il varismo possono essere fattori scatenanti della Pubalgia, per tale motivo è opportuno eseguire un attenta analisi ed eventualmente apportare i dovuti accorgimenti.
  • Minor flessibilità ed elasticità a livello dell’articolazione coxo – femorale: non possedere una buona mobilità articolare e flessibilità a livello dell’inserzione dei muscoli della coscia può essere un fattore scatenante la Pubalgia.

I Fattori Tecnici  “la classica goccia che fanno traboccare il vaso”, cioè fanno si che si “forzino” quelli equilibri corporei indispensabile per svolgere una corsa orientata verso il benessere. E’ di fondamentale importanza, e lo ripeto sempre a tutti, riuscire a gestire gli allenamenti nel lungo tempo, una loro gestione non corretta (intensità elevata, alternanza di carico e scarico, periodi di completo riposo, inserimento di sedute di stretching) fa si che il nostro organismo venga messo in condizione deficitaria fino ad andare incontro alla Pubalgia “da stress”.
Nella lista dei fattori tecnici si possono evidenziare le seguenti situazioni:

Allenamenti su terreni non idonei alle nostre caratteristiche fisiche: un allenamento intenso svolto in pista su un terreno molto “elastico e reattivo” potrebbe non andar bene per chi non ha una buona tecnica di corsa , e per chi è avanti negli anni;

Allenamenti svolti utilizzando posizioni da sprinter , cioè ai blocchi di partenza o simulando la stessa posizione , esempio sedute di interval training da 200/400mt ove il corpo (muscoli) deve reagire velocemente e rapidamente esprimendo una elevata forza esplosiva e reattiva;

Tecnica di corsa non corretta, molte volte durante le gare mi capita di vedere podisti che corrono avendo una falcata e una postura di corsa che non è per niente consona a quelli che sono i principi di una tecnica di corsa eseguita correttamente.

Allenarsi con compagni che hanno ritmi differenti da noi: molte volte ci si allena in gruppo, ma senza rispettare le nostre reali capacità fisiche e atletiche, costringendo il nostro organismo a mantenere ritmi di corsa e quindi intensità più elevate rispetto a quelle che possiamo sopportare, e col passare del tempo andiamo incontro a infortuni di diversa entità.
Da questa dissertazione si può capire come ogni aspetto del nostro allenamento è di fondamentale importanza, nulla deve essere lasciato al caso e il “fai da te” almeno all’inizio della nostra attività fisica non è la soluzione migliore, è opportuno essere seguiti da professionisti del settore per evitare eccessi e quindi infortuni.
Quando abbiamo qualche sintomo che potrebbe sembrare un inizio di Pubalgia è opportuno intervenire immediatamente per evitare che da semplici fastidi iniziali si instaura una vera patologia cronica.

Un piano di azione può essere cos’ì programmato :

  1. Riposo: non c’è dubbio che sia la prima azione da attuare, per qualsiasi dolore, patologia, sovraccarico il riposo è la panacea di tutti i mali;
  2. Visita osteopata: seconda fase è quella di contattare immediatamente uno specialista che mediante un’anamnesi posturale potrebbe valutare se si tratta di pubalgia e consigliarvi cosa fare;
  3. Esercizi di stretching dei muscoli adduttori: come abbiamo visto la Pubalgia nell’ 80% dei casi riguarda i muscoli adduttori (interno della coscia) e il più delle volte sono muscoli contratti e poco elastici, quindi è opportuno programmare sempre degli esercizi specifici per allungare i muscoli adduttori e non solo, anche tutta la catena cinetica posteriore, per esempio;
  4. la_pub2Farmaci antinfiammatori, sedute di laser o tecarterapia: come ultima strada percorrerei quella dell’utilizzo dei farmaci e laser, tecarterapia o altra metodica terapeutica ad alto impatto, solo nel caso in cui abbiamo una Maratona a una due settimana dall’infortunio, altrimenti andrei su trattamenti alternativi, ma eviterei di forzare i tempi fisiologici di guarigione, pensate sempre che di maratone ne organizzano tutte le domeniche, aggravare la patologia si rischia uno stop dalle attività molto lungo e complicato.

Riassumendo una volta che sappiamo come si manifesta, la Pubalgia, in cosa consiste, dobbiamo assolutamente cercare di “prevenirla” con un “allenamento intelligente” che rispetti la gradualità del carico di allenamento, alterni momenti di carico a momenti di riposo, e il programma di allenamento preveda non solo sedute di corsa, ma anche potenziamento muscolare, stretching e altre attività alternative.

Questa è la strada verso una ….

corsa intelligente alla ricerca del nostro benessere psicofisico“.

Buona corsa.

 

Fonti:
http://www.runningzen.net;
Le Garzantine “Medicina” ed. Garzanti 2009;
“Anatomia Sportiva” J. Weineck ed. Calzetti e Mariucci 2004

Annunci

Pubblicato il 07/01/2014, in Benessere, MASSAGGIO, MASSAGGIO SPORTIVO, Postura con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: