Riprogrammazione Posturale

Ogni essere umano ha il proprio corpo come prima ed ultima cosa oggettiva che incontra nella sua esistenza ed alla quale cerca di dare un senso. Il corpo nel passato, ma anche oggi giorno, viene ancora concepito in termini analitici senza considerare la sua globalità, quindi senza considerare la postura nel suo complesso. L’educazione posturale ha risentito per lungo tempo della concezione postura dipendente dall’anatomia e che non prevedesse e/o prendesse in considerazione tutto l’individuo come un tutt’uno con il proprio corpo come integrazione indissolubile di struttura e psichismo. Solo nel 1996 è stata proposta una completa definizione di postura: “Posizione ed espressione che il corpo assume nello spazio, secondo uno schema individuale, grazie all’attività della muscolatura tonica con funzione antigravitaria e con forte significato biomeccanico-anatomico, psicologico, sociale, emozionale e simboloco” (Buzzi-Guidi Fabbri). Gia nei primi anni settanta Le Boulch esprimeva il concetto che il movimento del corpo umano non poteva essere considerato solo come una macchina fatta di leve, cerniere e muscoli, ma che la scienza del moviemnto del corpo umano doveva partire dall’esistenza corporea, come totalità e come unità. L’atteggiamento posturale indica un modo di tenere il proprio corpo quindi da questo traspaiono gli stati espressivi degli atteggiamenti corporei i quali sono collegati al carattere del vissuto corporale della persona. La postura è una cosa personale, soggettiva e può essere considerata un fenomeno sociale, una manifestazione dei bisogni di espressione di comunicazione con espressioni convenzionale o naturali esprime sempre un modo di essere di fronte agli altri. La necessità di un’educazione posturale ad iniziare dai primi anni di vita è ancora molto sottovalutata, al massimo ci si limita a scuola all’insegnamento di una corretta postura da seduti. Ma la vera educazione è arrivare ad avere una reale ed effettiva educazione percettiva del proprio corpo che mira ad una particolare forma di attenzione chiamata “attenzione interiorizzata”. Passare dalla fase del “propio corpo” a “corpo percepito” dovrebbe iniziare, come già detto dai primi anni di vita per poi svilupparsi ed arrivare fino alla comprensione ed un’apprendimento cosciente della propria postura nella sua globalità. Purtroppo è diffuso il termine, mi sono accorto di avere un piede solo dopo che ha iniziato a farmi male, prima lo si da per scontato che il piede serve a sorreggerci, ma non sappiamo nemmeno come è fatto a volte, non nel senso anatomico puro ma anche esteticamente. CI sono persone che non si sono mai guardate bene neppure difronte allo specchio, pertanto ignorano totalmente i loro “vizi posturali” che si trascinano da anni. I processi di interiorizzazione, identificazione e introiezione che sono alla base della progressiva presa di coscienza nell’uomo del proprio essere sono da imparare e perseguire, come diceva Godelive Denys-Struyf: “un corpo umano che non è abituato, che non è vissuto, è uno sconosciuto per il copro stesso”. Si parla di riprogrammazione posturale quando si incontrano persone che non sono consapevoli proprietati del prorpio corpo, quindi hanno, in primo luogo un lavoro di presa di coscienza dei propri “vizi posturali” per conquistare un proprio benessere psicofisico. Un piano di lavoro posturale, spesso da adulti riservato solo ai professionisti, andrebbe inizaito a partire dalle scuole elementari e applicato e praticato in tutte le società sportive. Imparare a leggere dei libri trascurando di “leggere il proprio corpo” è come costruire la propria casa senza mai abitarla. Ma è proprio vero che il corpo umano è un’insieme ordianto e meccanico di tanti organi interni (polmone, cuore, pancreas, reni, ecc) contenuti dall’apparato locomotore (ossa, articolazioni e muscoli) che funziona solo da sostegno e da impalcatura? Come sottolinea il dott. Capanna, un’insieme si definisce “assemblato” visto che è un risultato della somma di singole parti che, attraverso attività diverse e “indipendenti” operano al meglio delle loro possibilità per farlo funzionare. Da questa visione analitica “semplicistica” del corpo umano traevano le loro basi la ginnastica e la fisioterapia “tradizionali”. posture Il concetto che gli esercizi erano, ma lo sono ancora oggi, mirati ad un’esclusiva parte del corpo (esercizi mirati per le spalle, glutei, braccia, gambe, ecc) come se il corpo fosse costruito da mattoncini lego; la testa rossa: il busto giallo;gli arti verdi. Visto così il corpo da la sensazione che ogni parte del corpo funzioni indipendentemente dalle altre parti e che il dolore o i dolori che si avvertono in determinate parti del corpo dovrebbero “provenire” da questo o quel preciso “distretto”, fonte responsabile del dolore stesso. Ormai questa concezione del corpo è sorpassata, diversi studistanno dimostrando che il corpo non funziona con quel antico concetto, ma come un sistema integrato e tutti i muscoli (catene muscolari) agiscono in perfetta sinergia e globalità. E’ un sistema “integrato” cioè un’insieme in cui i vari elementi comunicano costantemente, influenzandosi vicendevolmente, l’uomo è un complesso biologico integrato pertanto ogni suo organo o funzione e adattato agli “eventi” sensitivi, motori ed emozionali che lo coinvolgono. Da alcuni anni, soprattutto con il contributo di persone come Mèzières, Souchard o di altri terapisti, dello studio più approfondito dello Yoga e dell’osteopatia hanno contribuito ad apportare un concetto nuovo di corpo e un nuovo modo di lavorare. postura3 Purtroppo, ancora oggi in molti, soprattutto gli atleti (vedi calciatori) che sono le persone che sfruttano maggiormente il proprio corpo, continuano a farsi male perche presentano elevati gradi di rigidità muscolare. Un atleta che si infortunia da solo, cioè senza un contrasto con un’avversario) dopo un cambio didirezione, o arresto improvviso della corsa, significa che bisognerebbe rivedere la preparazione fisica, ancora oggi impostata troppo tramite macchine, inserendo invece attvità di ginnastica posturale. Il concetto del corpo diviso per sezioni, quindi, il ragionamento di rafforzamento dei singoli gruppi uscolari a scapito della mobilità articolare e dei muscoli sinergici è ancora molto diffusa tra i preparatori sportivi ma siccome il corpo non è un sistema assemblato ma integrato, in un qualsiasi gesto di grande ampiezza (esempio:corsa, nuotata, dritto rovescio, sciata ecc) sono messi in movimento una serie di muscoli o meglio di “catene muscolari” che lavorano e devono lavorare in maniera sinergica. Il lavoro con le macchine, agendo in direzione contraria non assolve a questa esigenza primaria del corpo, quella del bilanciamento e della sinergia, pertanto sopravvegono continuamente infortuni o limitazioni delle prestazioni agonistaca (nella migliore dell’ipotesi). L’infortunio è la punta di un’icebrg, perchè l’atleta non viene preparato e valutato nella maniera corretta, specifica ed efficace, uno studio approfondito, attento, scientifico della postura comporta un’approfondita analisi e pianificazione di quali gruppi muscolari andrebbero invece “allungate “, in quanto presentano livelli di rigidità muscolari. Una catena muscolare accorciata non dovrebbe lavorare in contrazione concentrica (accorciamento) ma dovrebbe lavorare in modalita eccentrica (allungamento). L’importante è capire che il corpo non è un sistema assemblato che lavora separatamente ma è un sistema integrato dove ogni muscolo, organo interno collabora alla fnzionalità dello stesso, quindi concepire un sistema di approccio globale e non locale.   Fonti tratte da:”Riprogrammazione Posturale” di C. Guidi Fabbri – ed. Calzetti Mariucci

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Pubblicato il 27/08/2013, in Benessere con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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