Le Caviglie…spesso dimenticate!

Le articolazioni del corpo umano sono assai numerose, se ne contano in media 360, e strutturalmente molto dissimili le une dalle altre. Questa diversificazione rispecchia il tipo di funzione richiesta a quella determinata giuntura. Nel loro insieme, il compito delle articolazioni è di tenere uniti i vari segmenti ossei, in modo tale che lo scheletro possa espletare la sua funzione di sostegno, mobilità e protezione.
La maggior parte delle articolazioni hanno un grave carico di lavoro dovuto alle nostre abitudini posturali, che aumenta giorno dopo giorno. Se ve lo chiedessi scommetto che le vostre caviglie sono al posto più alto nella classifica dell’articolazione a cui diamo meno rispetto, o basso se facciamo una classifica per importanza a cui diamo alle nostre varie articolazioni.

Il problema inizia dal fatto che le caviglie sono una delle articolazioni più lontane dagli occhi, insieme alle varie articolazioni del piede, poi continua con scelte errate di calzature che noi esseri umani, soprattutto quelle di sesso femminile, mettono molto spesso sui loro piedi e logicamente attaccato alle loro caviglie, scarpe inadeguate, solo perchè belle o di moda o perchè per così dire “ sono comode” parlo delle scarpe piatte, così facendo si crea ogni sorta di caos posturale.

La problematica poi si sviluppa, partendo dalle caviglie, andando su, su passando in tutte le altre articolazioni, ginocchia, bacino e coxofemorale, passando anche dal sacro, quindi il rachide, insomma come una pila di piatti, dove il primo piatto determina, molto spesso, la stabilità dell’ultimo e quindi anche l’instabilità, un pò come se ci immaginassimo su dei trampoli, le scarpe con tacchi vertiginoso come le scarpe estremamente sfondate senza un minimo supporto plandtare che sotenga il piede determinando conseguenze su tutto il corpo. Quando mettete un paio di scarpe ai piedi dovete pensare, certamente al piede, ma soprattutto alla caviglia, alla loro complessità, ad una meraviglia architettonica che sorregge tutto il nostro corpo, ma molto spesso dimentichiamo che il peso del vostro corpo si concentra verso il basso in uno stretto ponte di ossa che si trova in cima ai vostri piedi. Quando i piedi non rimangono sul terreno in modo equilibrato, sono le caviglie che iniziano un lavoro di riequilibratura posturale per permetterci di deambualre senza cadere, di organizzare tutta la riequilibratura posturale per mantenere una stazione eretta corretta aiutandovi a trovare il “Nostro” giusto equilibrio.

Le calzature influenzano notevolmente l’efficacia della mobilità della caviglia.
Strette al piede, scarpe a punta o con zeppe o tacchi alti le 26 ossa che compongono il piede si trovano costrette come può essere solo un vagone della metropolitana in ora di punta. Consideriamo il fatto che queste ossa sono strettamente connesse alle articolazioni della caviglia, del Tarso, del Metatarso e delle dita, pian piano queste piccole articolazioni perdono la loro capacità di muoversi secondo la loro normale funzione fisiologica andando ad limitare la mobilita ed a irritare tutti i tessuti molli del piede come la fascia plantare. Col tempo, questo quadro indebolisce tutta la moltitudine di muscoli adiacenti, mentre altri subiscno un l’ultra-accorciamento. Alla fine queste compensazioni, che ci permette di avere un’equilibrio interessano tutto il corpo, come già detto, non solo nella zona dei piedi e delle caviglie ma dopo poco interesseranno ginocchio, la zona femrale, il rachide e via, via il resto della struttura muscolo tendinea predisposta alla nostra stazione eretta, a deambulare e a tutto il resto. Questi adattamenti alla lunga provocano un effetto a catena nella parte posteriore del corpo, fino al collo ed oltre. Pensateci…al mal di testa, alla cervicale dolente, o alla spalla che fa male da un po’, magari tempo fa avete subito una distorsione alla quale non avete dato peso ed avete subito ripreso la vostra attività normale lavorativa o sportiva senza un’adeguato recupero riabilitativo.

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Non solo i tacchi alti portano a incorrere a rischi inerenti di rotazione della caviglia, che porta a distorsioni della caviglia. E’ facile fare un passo falso con le vostre scarpe da running sul selciato scivoloso, sullo sterrato off-road in allenamento, mettere un piede male in una buca, provocando quelle fastidiose distorsioni metatarsali con la classica elogazione dei legamaneti con il classico abbassamento della fibula che segue la elongazione del legamento astragalico e la successiva instabilita tarsale dovuta ad un’apertura della pinza malleolare che ha subito lo scivolamento dell’astragalo dalla sua posizione ad una posizione più laterale aprendo così di fatto l’articolazione.

La conseguente lassità tarsale se non riabilitata adeguatamente porta facilemtne ad insorgenze di recidive e spesso all’insorgere nel consumo eccessivo cartillgineo dell’articolazione. Le lesioni cartillaginee possono essere destinte in. Lesioni condrali (coinvolgono esclusivamente la cartillagine articolare), lesioni condrali miste (associate ad alterazioni dell’osso subcondrale, sede dell’impianto della cartilagine articolare). Come detto i danni alle cartilagini possono verificarsi a seguito di traumi diretti o indiretti o per via del malfunzionamento articolare o da traumi indiretti, caratterizzati da “microfratture” delle trabecole dell’osso subcondrale (le classiche lesioni post traumatiche).

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Le patologie della cartilagine articolare sono ancora difficili da trattare, e sono spesso causa di abbandono dell’attività sportiva. Il tessuto cartilagineo, che riveste le articolazioni ha un grosso limite: non si ripara da sè; non si rigenera come la pelle le ossa. Se le cartilagine viene lesionata da un’infortunio, una distorsione, un urto o semplicemente dall’usura degli anni il danno è permanete, e può solo degenerare  fino all’artrosi. Oggi tuttavia esistono delle cure che consentono, se la patologia è presa in tempo di recuperare un buon funzionamento dell’articolazione, e se il soggetto è giovane, anche la ripresa dell’attività sportiva in toto. Il trattamento dipende sempre dalla sede del problema, dalla sua gravità, e come detto dall’età del paziente; inoltre ci sono danni alla cartilagine operabili come quelle delle dita della mano e del piede della colonna vertebrale. Esiste in primo luogo una cura conservativa con una terapia fisica e riabilitativa il cui scopo è la mobilizzazione ed il rinforzo muscolare del distretto interessato, può essere accompagnata da ginnastica posturale, eventualmente, nelle casistiche più gravi, anche da uso di ortesi plantari. Inoltre, è possibile che l’ortopedico vi possa consigliare di effettuare infiltrazioni locali di acido ialuronico, o anche con derivati del plasma che hanno effetto antinfiammatorio e antidolorifico (questo trattamento è stato introdotto di recente).
Quest’articolo, o piccola informazione sull’articolazione della caviglia vuole essere solo un modo per mettere in guardia chi fa uso smodato di calzature estreme e/o scarpe poco protettive per il piede e in conseguenza anche la caviglia.

 

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Pubblicato il 26/08/2013, in Benessere con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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