Esistono collegamenti tra gli infortuni e la psicologia dell’atleta?

 

“E’ possibile gestire gli infortuni negli sportivi, dal punto di vista psicologico?”

E’ risaputo che molti atleti, secondo lo sport praticato e le ore di allenamento, subiscono, mediamente, un paio di infortuni all’anno, più meno gravi, che hanno bisogno di un trattamento e di riabilitazione ma molto spesso anche una gestione psicologica.
Per questa ragione la gestione psicologica e psicosociale dell’infortunio è una capacità che l’atleta deve allenare e sviluppare spesso come l’allenamento specifico.
Nell’atleta, sia di alto livello che agonista amatoriale, tutti gli interventi di natura psicologica, sociale e di metodologica di allenamento devono essere pensati ed indirizzati a prevenire gli infortuni e nella migliore delle ipotesi ad impedire che accadano.
Nel caso accada l’infortunio la cosa più importante da considerare è la recidiva.
Come funziona la gestione psicologica dell’infortunio nello sport competitivo e non?
A tale scopo l’intervento si rivolge, secondo modalità diverse, alle percezioni, sensazioni, rappresentazioni, cognizioni o atteggiamenti, (gli “elementi psichici”), degli atleti.
Alla base di tutto troviamo l’idea che questi elementi psichici sono strettamente legati alla capacità di prestazione dell’atleta.
Questo legame tra psiche e la prestazione si basa su due meccanismi:
Nel primo caso c’è la psiche che regola il nostro comportamento. Normalmente nel caso di un’infortunio si creano nella psiche dell’atleta i tipici problemi di motivazione.

In alcuni casi gli atleti sono ipermotivati e cercano di ottenere la guarigione molto rapidamente, ma così facendo si aumenta il rischio di ritardare la guarigione o la ricaduta in un nuovo infortunio. Questi/e atleti/atlete, nel periodo di riabilitazione e guarigione, avendo un’eccesso di motivazione, può accadere che inizino troppo presto la fase di allenamento o a utilizzare carichi troppo elevati. L’eccessiva motivazione porta a sottovalutare e ad accorciare i tempi di guarigione  e a minimizzare l’infortunio così accade che le prescrizioni mediche non siano rispettate. Invece se viceversa l’atleta non ha troppa motivazione può cadere nell’ansia e l’insicurezza del recupero. Questi sono atleti molto prudenti e presentano, inibizioni a impegnarsi in modo efficiente. L’ansia e l’insicurezza normalmente si esprime con un tono muscolare molto contratto che normalmente ostacola i processi di guarigione, questi comportamenti portano l’atleta  a risparmiarsi, riducendo così gli stimoli necessari dell’attività fisica indispensabili per la guarigione. Se si vuole ricercare le cause, problemi come l’eccessiva motivazione ed il suo contrario, ansia ed insicurezza, nella maggior parte dei casi vanno attribuiti a pensieri irrealistici e/o errati e a stati emotivi inadeguati. In questo caso, il trattamento psicologico è diretto a lavorare sulle percezioni, le sensazioni e i pensieri degli atleti

Tramite i manuali di fisiologia si capisce quali sono i processi attraverso i quali sono collegati corpo e mente, (cfr, ad esempio Schmidt-Thews 1980; Silbernagl, Despopoulos 1991). Questi processi si svolgono in entrambi i sensi; la mente influisce sui processi del corpo e questi a sua volta influenzano la mente, basandosi soprattutto sulla regolazione ormonale e quella del sistema nervoso vegetativo. Sono i nostri stati d’animo esempio, rabbia, gioia, eccitazione, ansia, ecc, che mettono in azione diversi tipi di attivazione ormonale e nervosa. Con questa convinzione si deduce che anche i pensieri, i sentimenti ed emozioni sono a stretto rapporto influenzando indirettamente tutti i processi ormonali e nervosi. Il sistema LIMBICO è il luogo deputato allo scambio di coordinamento tra questi due processi che non solo ha un ruolo centrale dal punto di vista funzionale, ma anche anatomicamente ha una posizione centrale dal punto di vista funzionale, ma anche anatomicamente ha una posizione centrale nella nostra testa. Quando questo sistema viene attivato, per esempio, da una sensazione di gioia o di paura, attraverso la ghiandola collegata all’ipotalamo tramite il peduncolo ipofisario, ipofisi, vengono liberati numerosi ormoni e inviati segnali nervosi, due processi che controllano lo svolgimento dei più diversi processi nel nostro organismo, quali, ad esempio, la respirazione, l’irrorazione sanguigna, la digestione, il tono muscolare. Per cui, quando siamo impauriti o ansiosi, aumentano la tensione muscolare, la frequenza cardiaca e respiratoria, nel caso di alterazione prolungata di questi processi di regolazione bio-psicologica si può produrre una azione negativa sui processi di guarigione. Quando riprendiamo un all’allenamento dopo un’infortunio, l’insicurezza e paura producono tensione fisica, contratture e infine un ipertono muscolare, che, se protratto nel tempo, a causa del peggioramento dell’afflusso del sangue e dell’innervazione, non soltanto impedisce i processi di guarigione, ma provoca anche dolori, che a sua volta, rinforzano percezioni, sensazioni e stati emotivi negativi, per cui si crea un circolo vizioso. Il trattamento psicologico dell’infortunio avrà il compito di regolare le emozioni e la condizione di tensione psichica di un’atleta infortunato, in modo tale da influire in modo positivo sui processi fisici di guarigione. I meccanismi psico-fisici descritti, però, influenzano la prestazione anche senza che precedentemente vi sia stato un’infortunio e occorre tenerne conto, specialmente nell’ambito della prevenzione degli infortuni. Questa è l’idea su cui si basa il più noto modello su stress ed infortuni di Williams, Anderson (1988), nel quale i cambiamenti psichici, (ad esempio cambiamento dell’attenzione), e fisiologici, (cambiamento del tono muscolare), provocati dallo stress di una situazione, rappresentano una causa immediata di un’infortunio. Per questo, prevenzione psicologica degli infortuni significa, anche intervenire sui processi cognitivi per regolare i processi psico-fisici.

Se consideriamo l’elevata importanza che assumono gli infortuni sportivi nella carriera di un’atleta, per i suoi successi sportivi, è evidente che un’allenamento ed un lavoro sistematico di tipo psicologico, su come prevenire e/o gestire l’infortunio, dovrebbe essere una componente essenziale di qualsiasi intervento di prevenzione e di riabilitazione….

Annunci

Pubblicato il 07/09/2012, in Allenamento, MASSAGGIO SPORTIVO con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: