Terza età e sport…

Adattamenti neuromuscolari nelll’allenamento degli anziani

Com’è noto, l’invecchiamento biologico nel’uomo produce declini dei sistemi neuromuscolari e neuroendocrini causando una diminuzione della forza. Questa diminuzione di fattori eta-dipendente è dovuta soprattutto a una diminuzione delle dimensioni delle fibre, (specialmente quelle tipoII, fino al 50%, Degnes 2007; Lexell 1993). Cause legate alla diminuzione della frequenza di scarica nel reclutamento volontario massimale e/o cambiamenti del timing di coattazione degli antagonisti (Hakkinen & al. 1998)sono ulteriori aspetti che determinano il declino funzionale degli anziani. Ma sempre più anziani si recano nelle palestre, iniziano un’attività sportiva, aerobica per recuperare la forma fisica, o perché sotto consiglio medico, o anche più semplicemente per socializzare e divertirsi.
Allenare e ricondizionare una persona anziana, che non si allena da anni o che addirittura non si è mai allenata, è un’impresa tutt’altro che facile, sia dal punto di vista fisico che psicologico.
La forza muscolare raggiunge il picco tra i 25 e i 30 anni per quasi tutti i distretti muscolari, dalla terza decade in poi decresce lentamente, e dopo la sesta decade decresce molto più rapidamente. Differenze tra le prestazioni di arti inferiori e superiori non sono ancora state analizzate, (Hakkinen & al. 1998; Lynch & al.1999), mentre sono state riscontrate diminuzioni di ormoni anabolici circolanti e androgeni negli uomini anziani accompagnate da un incremento di concentrazione diurna di cortisolo* basale (C) nelle secrezioni (Gray 1991; Hakkinen & Pakarinen 1994; Kramer 1998). Queste insieme al Testosterone** in circolazione (T) hanno un collegamento con l’atrofia muscolare e la diminuzione di forza.
Dai 30 anni in poi assistiamo ad un progressivo rallentamento del metabolismo (MB) causato da una progressiva riduzione della Massa Magra, quantificabile in 450 g. l’anno, e dal conseguente incremento della Massa Grassa; ovviamente anche l’Acqua Corporea Totale (TBW) diminuisce.

Fattori neuromuscolari associati all’incremento dell’età e al decremento nell’espressione della forza:
– Cambiamento dei livelli ormonali a riposo (T, IGFs, C, HGH);
– Brusca e acuta risposta ormonale all’esercizio;
– Decremento dei substrati energetici intramuscolari (ATP,CP);
– Decremento nella concentrazione di enzimi aerobici: CPK, PFK, LDH, MK,MATPasi
– Decremento della massa mitocondriale;
– Denervazione o morte delle cellule muscolari
– Decremento della massa muscolare,in particolare atrofia delle fibre FTF IIA,IIAB, IIC
– Decremento dell’abilità di sviluppare forza rapida;
– Co-attivazione antagonista;
– Modificazione nella capacità di attivare un distretto muscolare in maniera massimale;
– Modificazione nelle giunzioni neuromuscolari;
– Decremento della tolleranza e sensibilità all’insulina;
– Decremento clonico, tetanico*** e massimale nel reclutamento delle Unità Motorie (UM);
– Decremento della massa ossea (++ osteoclasti) in Dexa e Moc.

Le ricerche più recenti nel campo della fisiologia dell’allenamento dimostrano che l’attività fisica può arrestare e addirittura invertire il decremento prestativo fisiologico nell’anziano.
Guadagni di forza compresi tra il 16% e il 174%(!!!) sono stati ottenuti nel ricondizionamento in donne e uomini di età compresa tra i 60 e i 98 anni, ed ancora l’incremento della sezione trasversa dei muscoli sottoposti ad allenamento è quantificato tra il 7% e il 62% (!!!) sia nelle STF (fibre lente) che nelle FTF (fibre veloci) sempre in anziani di età compresa tra i 60 ed i 98 anni.

Per questi fattori appena esposti, per chi si apprestasse a fare  programmi di allenamento per gli anziani dovrebbe proporre sedute di forza che sfruttano l’aumento della trasmissione neuronale e l’iper-trofia nel post allenamento combinato ad un allenamento della forza resistente che porta contribuisce al miglioramento della forza massimale con piccoli cambiamenti nelle caratteristiche esplosive del muscolo allenato, (Frontiera 1988). Considerato che la vita quotidiana e soprattutto lo sport richiede sia forza che potenza, l’allenamento di forza resistente potrebbe essere combinato a esercizi di tipo  esplosivo.
Gli adattamenti primari a tali modificazioni sono dovuti a fattori neuroendocrini e successivamente miogeni con ipertrofia e iperplasiamiofibrillare.
Gli adattamenti neurogeni includono una grande ri-attivazione della muscolatura agonista, un incremento in coordinazione dei muscoli sinergici, ed una conseguente riduzione nella co-attivazione degli antagonisti.
Quelli neuroendocrini un importante incremento di testosterone plasmatico, HGH (ormone della crescita)  e IGFs endogeni, ed un decremento di C (cortisolo) a riposo e sotto sforzo.
Altri studi hanno quantificato una risposta ipertrofica all’allenamento nelle STF compresa tra l’8% e il 46 % e nelle FTF compresa tra il 5% e il 43%, sia in maschi che femmine.
Ricerche diverse hanno confermato tutti questi dati, specificando però che gli individui con età compresa tra i 60 ed i 70 anni hanno sviluppato una ipertrofia maggiormente nelle FTF IIA e IIB rispetto ai soggetti di età superiore.

Allora, come si deve allenare il soggetto anziano?!

Purtroppo i medici esperti consigliano ancora di allenare gli anziani in regime aerobico, idem altri specialisti.
Ma come abbiamo visto, con con l’avanzare dell’età il decremento della sezione trasversa del muscolo avviene quasi esclusivamente a carico delle fibre FTF di 2° tipo, anaerobiche ecc..ecc… allora perché allenare un anziano in regime aerobico?!Così facendo si contribuisce alla ulteriore deplezione di tali fibre
In realtà, l’anziano va allenato in regime essenzialmente anaerobico. Lo scopo di allenare una persona anziana deve essere sostanzialmente il miglioramento della composizione corporea, stimolando e provocando tramite l’allenamento l’aumento del MB (metabolismo basale), l’aumento della attività osteoblastica, l’aumento della forza e della sezione traversa del muscolo, la miglior tolleranza all’insulina e i miglioramenti neuroendocrini, nonché psicologici.
Alla persona anziana l’allenamento aerobico NON va prescritto o prescritto con moderazione se gli obiettivi sono quelli appena elencati, in quanto, a breve potremmo evidenziare un peggioramento dei parametri sopra descritti ed un conseguente aumento del catabolismo se l’alimentazione non viene adeguatamente equilibrata, con l’aumento della sensazione di stanchezza fisica ed inoltre l’aumentare dell’attività delle STF (fibre lente) diminuirebbe ancora di più quella delle FTF (fibre veloci).

  • * Cortisolo= ormone steroideo di origine surrenale. Un elevato catabolismo proteico soprattutto a livello muscolare ne favorisce la sintesi con lo scopo di aumentare la glicemia. E’ considerato un anti-insulinico oltre ad avere azioni antinfiammatorie.
  • ** Testosterone= ormone androgeno sintetizzato  soprattutto dai testicoli e prevalentemente nelle ore notturne. In età adulta favorisce la produzione di eritropoietina. Il livello di testosterone libero è il vero indicatore del livello dell’ormone, in quanto non subisce innalzamenti da parte di altre proteine che quindi potrebbero mascherare un possibile deficit di produzione.
  • *** Tetanico=Si dice affievolimento tetanico l’incapacità di mantenere la tensione muscolare durante un breve periodo di stimolazione del nervo ad alta frequenza, tale per cui si ottiene un tetano fuso:Bibliografia:
    -Moritani T, De Vries Ha: potential for gross muscle Hypertrophy in older men. J Gerontol 35: 672-682, 1980
    -ACSM’s Clinical Certification Review
    -ISSA’s Fitness la Guida Completa, Ed.Club Leonardo
    -ACSM’s Resource Manual for Guidelines for Exercise Testing and Prescription
    -Komi PV, ed: Strenght and Power in Sport: the Encyclopedia of Sports medicine. Oxford,
    – UK:Blackwell Scientific, 2007
    – Scienza&Sport n°7/2010
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    Pubblicato il 13/02/2011, in Allenamento con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Commenti disabilitati su Terza età e sport….

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